Siracusa. Il regalo è arrivato la vigilia di Natale. Il giudice del lavoro del Tribunale di Siracusa, Anna Guglielmino, accogliendo il ricorso, ha ordinato all' Assessorato dei beni culturali della Regione Siciliana di riassegnarle l'incarico di Soprintendente ai beni culturali di Siracusa sino alla scadenza del contratto di incarico. E ha condannato l'amministrazione regionale al pagamento delle spese (2.800 euro). Beatrice Basile torna al suo posto alla guida di una delle Soprintendenze più importanti di Sicilia. Non ritroverà i tre dirigenti con i quali stava lavorando perché nel frattempo il direttore generale del Dipartimento beni culturali Rino Giglione li ha trasferiti applicando la legge anti corruzione e di fatto "parcheggiandoli" in due musei. Basile è prossima alla pensione, ma concludere la carriera tra i pezzi pregiati del museo "Paolo Orsi" non le avrebbe fatto giustizia. Lei che è stata osannata dagli ambientalisti per aver bloccato i cementificatori, era stata nominata dall' assessore regionale Sgarlata che aveva di fatto estromesso Orazio Micali. Quest' ultimo aveva fatto ricorso e lo aveva vinto ma era stato "fermato" da una condanna in primo grado. Per Basile la sospensione era arrivata dopo un' ispezione disposta subito prima di ferragosto scorso dal dirigente del Dipartimento Beni culturali Giglione. «Il Giudice del Lavoro di Siracusa - spiega Giuseppe Patti dei Verdi di Siracusa - dichiara errata la sospensione per mancanza dei requisiti in quanto il procedimento adottato il 3 settembre del 2014 non contiene in sé le motivazioni, per tanto non ha alcuna validità e la sospensione viene considerata irrituale. Siamo convinti che sia stato utilizzato il cosiddetto "metodo Boffo" nei confronti della dottoressa Basile con l' assurda vicenda della piscina dell' ex assessore Sgarlata». I Verdi chiedono la rimozione del direttore generale Rino Giglione. Il provvedimento di sospensione "non presenta i prescritti requisiti di validità, poiché non contiene alcuna specifica descrizione dei fatti addebitati al dirigente né il limite temporale della sua durata". Basile ha sempre sostenuto di non avere violato alcuna regola né avere violato l' ordine di protocollo delle pratiche. Legambiente Sicilia, intervenuta nel procedimento giudiziario a sostegno della Basile, si augura «che si chiuda una delle pagine più vergognose nella storia dell' assessorato ai Beni culturali, trasformato, con il beneplacito del presidente Crocetta, in terreno per le scorrerie di alcuni personaggi politici».
SICILIA - Basile reintegrata, Regione ko
Il giudice del lavoro di Siracusa ha ordinato all'Assessorato dei beni culturali della Regione Siciliana di riassegnare Beatrice Basile, la Soprintendente ai beni culturali di Siracusa, all'incarico sino alla scadenza del contratto di incarico. Il giudice ha condannato l'amministrazione regionale al pagamento delle spese (2.800 euro). La Basile è tornata al suo posto dopo essere stata sospesa per mancanza dei requisiti. Il direttore generale del Dipartimento beni culturali Rino Giglione ha trasferito i tre dirigenti con i quali stava lavorando in due musei. La Basile è prossima alla pensione e non ritroverà i suoi colleghi.
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