Beni culturali. Inaugurato il Museo archeologico regionale nei locali restaurati di Palazzo Cappellani «Il nostro auspicio - dice il sindaco Scibetta - è creare una rete con Siracusa, Catania e Ragusa» Palazzolo. La città acrense si riappropria di un pezzo della sua storia. E dopo quasi mezzo secolo rivede i resti del suo più fulgido passato esposti nel Museo archeologico di Palazzolo Acreide che ieri mattina ha aperto ufficialmente i battenti nella sede di palazzo Cappellani a Palazzolo. Qui, nei due piani del palazzo nobiliare, da ieri si può ammirare la collezione di Gabriele Judica: il mecenate che dedicò la sua vita alla scoperta dell'antica Akrai di cui rinvenne non solo i resti ma anche l'anima. «Un grande traguardo per l'intera comunità di Palazzolo e per il territorio - ha commentato il sindaco Carlo Scibetta durante la cerimonia inaugurale anticipata da una conferenza a palazzo di Città - che da cinquant'anni aspettavano il "ritorno a casa" della collezione Judica e l'apertura di un luogo dove poterla ammirare. L'apertura del museo archeologico è un grande risultato raggiunto per il territorio, grazie alla collaborazione tra istituzioni». E proprio i rappresentanti dei vari enti coinvolti erano presenti all'inaugurazione presieduta dall'assessore regionale ai Beni culturali, Antonio Purpura, e al soprintendente di Siracusa, Calogero Rizzuto. Entrambi hanno salutato con entusiasmo l'apertura del Museo evidenziandone il valore non solo per Palazzolo ma per l'intero comprensorio e la Sicilia. «L'apertura del museo rappresenta un ampliamento dell'offerta turistica museale della nostra città - ha detto Scibetta - e speriamo sia da stimolo per il territorio, per fare sistema e creare una rete di musei archeologici tra province di Siracusa, Catania e Ragusa». La collezione Judica comprende vasi, anfore, sculture, ceramiche oltre duemila reperti scoperti nell'Ottocento dal barone sul sito di Akrai, sui Santoni, nella necropoli della Pinita. «Siamo molto soddisfatti - sottolinea l'assessore comunale al Turismo Paolo Sandalo - perché questo museo è fondamentale per Palazzolo per le sue origini greche e perché arricchirà il patrimonio di beni culturali del nostro territorio». In mostra i reperti che il barone Judica portò alla luce quando, dalla fine del Settecento, si dedicò alla più grande avventura della sua vita. «Gabriele Judica - dice Sergio Cilea, responsabile del Fondo ambiente italiano di Siracusa - era un mecenate sui generis. Dilapidò il suo patrimonio per ritrovare l'antica città di Akrai e ricostruire, tassello per tassello, la storia della su-colonia». I reperti in mostra oggi furono acquistati dalla Regione e dapprima custoditi nei depositi del museo archeologico di Lentini da cui, pochi mesi fa, vennero riportati a Palazzolo. Tra i pezzi più pregiati, come evidenzia l'archeologa Maria Musumeci, una stele rinvenuta proprio nel cuore del sito di Akrai ed esposta nell'atrio centrale del museo che testimonia gli affitti degli ambulanti. Ma anche vasi di pregio, statuine fittili e resti di una città che dopo Judica, Cavallari e Serradifalco, fu protagonista di scavi da parte di tutti i grandi archeologi della Sicilia orientale: Orsi, Bernabò Brea fino a Voza e Musumeci. Ma la riscoperta del museo fa rima anche con la rinascita di Palazzo Cappellani che prende il nome da una famiglia nobile: Enrico fu il primo sindaco della città acrense. Con i suoi tre musei e le sue bellezze insignite del riconoscimento Unesco, Palazzolo guarda avanti. E punta a un nuovo turismo che possa coniugare passato e futuro. 28122014
SICILIA - Palazzolo riscopre il suo tesoro antico
Il Museo archeologico regionale di Palazzolo Acreide è stato inaugurato ufficialmente nella sede di Palazzo Cappellani. La collezione di Gabriele Judica, un mecenate che dedicò la sua vita alla scoperta dell'antica Akrai, è stata esposta nel museo. L'apertura del museo rappresenta un grande risultato raggiunto per il territorio, grazie alla collaborazione tra istituzioni. Il sindaco Carlo Scibetta ha salutato l'apertura del museo, che rappresenta un ampliamento dell'offerta turistica museale della città e un stimolo per il territorio. La collezione Judica comprende vasi, anfore, sculture, ceramiche e duemila reperti scoperti nell'Ottocento.
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