Gela. Scoperto l'oro di Cadmo, il mitico fondatore di Tebe figlio del re fenicio Agenore e fratello di Europa. I fondali marini di contrada Bulala hanno restituito dei lingotti di oricalco, il "rame delle montagne" (gli antichi lo ritenevano presente in natura nelle montagne dell'Anatolia) il cui uso fu insegnato ai greci dal mitico eroe Cadmo. Si tratta di una lega composta per l'80 di rame per il 20 di zinco, con particelle di piombo e nickel. Gli antichi usavano l'oricalco per coniare moneta ma soprattutto per produrre oggetti di particolare pregio. Quello di Gela è il primo carico di oricalco rinvenuto in lingotti al mondo. Sono ben 39, ciascuno di oltre un chilo di peso, e facevano parte del carico del relitto del VI sec a. C. scoperto due mesi fa nello stesso specchio d'acque e che è il più antico della civiltà greca. Entrambe le scoperte sono frutto della passione di Franco Cassarino, presidente della sezione Mare nostrum di Archeoclub e di un gruppo di sub volontari con il coordinamento del dott. Stefano Zangara della SOpRINTENDENZA del Mare, della Capitaneria di porto guidata dal comandante Pietro Carosia. Al recupero dei lingotti ha dato supporto pure la Guardia di Finanza. Assieme ai lingotti sono stati rinvenuti una macina in pietra lavica con una parte lignea (era usata a bordo della nave dall'equipaggio) ed una statuetta fittile di 30 centimetri della dea Demetra assisa con un lungo chitone che avvolge pure il capo, impiegata per i riti religiosi durante la traversata. Nelle antiche navi c'erano infatti dei piccoli altari per i riti necessari a propiziarsi gli dei. I reperti e la nave sono tutti databili al VI secolo a. C. e dopo 2.600 anni sono ancora integri perché i fondali sabbiosi di Bulala li proteggono, scoprendoli durante le mareggiate e coprendoli subito dopo. «Una scoperta eccezionale - ha sottolineato il Soprintendente del mare Sebastiano Tusa - che impone la necessità di campagne di scavo nell'area del relitto. Speriamo nei fondi europei e negli sponsor». I lingotti in oricalco trasportati dalla nave che poi è affondata a Gela dovevano provenire verosimilmente dall'Asia minore e dalla Grecia. Se Cadmo di padre fenicio ne introdusse l'uso in Grecia, va ricordato che Gela fu fondata da rodi e cretesi e tra i rodi vi erano molti fenici. Il carico risale a 100 anni dopo la fondazione di Gela che doveva essere una città molto ricca a giudicare dal tipo di carico recuperato da ben tre navi affondate e scoperte dal 1988 ad oggi. «L'oricalco era usato per lavorazioni di prestigio - ha aggiunto il dott. Tusa - le fonti dicono che erano in oricalco gli schinieri donati da Efesto ad Eracle. Anche Platone nel Crizia parla di un metallo misterioso di grande valore presente ad Atlantide e le mura ove insisteva il tempio di Poseidone a Clito risplendevano della luce dell'oricalco. Crediamo che il carico della nave di Gela servisse per essere venduto per oggetti e fregi preziosi in una colonia ricca di artigiani ed officine importanti. In età romana sotto Augusto quella lega fu usata per coniare sesterzi». Fondere insieme rame e zinco come si usa fare oggi con le tecniche moderne è impossibile perché la temperatura di ebollizione dello zinco è più bassa del punto di fusione del rame. Gli antichi riscaldavano in un crogiuolo chiuso carbonato, ossido di zinco e rame macinati con polvere di carbone, evitando l'evaporazione delle zinco. Così ottenevano l'oricalco. Ad attestare che la lega dei lingotti di Bulala è oricalco sono state le analisi eseguite da Dario Panetta dellaTQ di Genova. Maria Concetta Goldini 30122014
SICILIA - I fondali di Gela restituiscono lingotti dell'oro di Cadmo, fondatore di Tebe
Il relitto di una nave affondata a Gela, in Sicilia, è stato scoperto con un carico di 39 lingotti di oricalco, un metallo raro e prezioso. I lingotti, pesanti oltre un chilo ciascuno, risalgono al VI secolo a.C. e sono stati trovati nello specchio d'acqua di Bulala, dove sono stati recuperati con l'aiuto di Franco Cassarino e della Guardia di Finanza. I reperti includono anche una macina in pietra e una statuetta della dea Demetra. La scoperta è stata definita eccezionale e impone la necessità di campagne di scavo nell'area del relitto. Gli lingotti di oricalco sono stati analizzati e confermati come tale.
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