La fisiologica difficoltà delle istituzioni pubbliche, locali e nazionali, nell'attuare progetti per la salvaguardia del patrimonio culturale rende sempre più spesso necessario rivolgersi al mecenatismo privato per reperire le risorse necessarie ai piani di recupero. Uno degli interessi della Arpai, Associazione per il Restauro del Patrimonio Artistico Italiano (nuova denominazione del Comitato Italiano del World Monuments Found), è ora concentrato a Padova sul restauro della Sala dei Giganti, gioiello dello storico Palazzo Liviano e ultimo avanzo, assieme alla loggia trecentesca dell'Accademia, del grandioso complesso che costituiva la Reggia Carrarese. La costruzione di questo palazzo, divenuto dopo i restauri attuati da Gio Ponti nel 1939 sede storica di vari istituti della Facoltà di Lettere, è anteriore al 1379, anno in cui Lombardo della Seta terminò il riassunto del "De Viris illustribus" del Petrarca, che lo stesso poeta aveva iniziato per Francesco il Vecchio da Carrara, signore di Padova, e che doveva servire da soggetto iconografico alla decorazione pittorica della sala. Pare che i dipinti originari fossero eseguiti da Guariento, Avanzo, Altichiero e da Ottaviano Prandino da Brescia, epigoni giotteschi che lasciarono la loro impronta in molti altri edifici della città. Questa primitiva decorazione raccoglieva i ritratti di 36 personaggi dei quali però rimane oggi solo quello del Petrarca nel suo studio. In questa sala avevano luogo le grandi feste per i matrimoni come quello di Aleta da Carrara, figlia di Francesco il Vecchio col conte Federico di Oetingen nel 1382 e di Giliola, figlia di Francesco Novello, col marchese Nicolò d'Este (1397). Qui fu pronunciato il discorso di Luchino Rusca per indurre i padovani ad assoggettarsi a Gian Galeazzo Visconti alla fine del XIV secolo e vi venne anche tenuto l'elogio funebre di Francesco il Vecchio. Insomma una sala ricca di memorie storiche e di cronache rosa del passato. Rifatta nel 1540 dopo un incendio che l'aveva devastata, la sala venne utilizzata ancora per le feste offerte dalla Capitana, per spettacoli teatrali, per riunioni degli accademici e per l'elezione dei Rettori dell'Università. L'attuale decorazione venne eseguita subito dopo il restauro cinquecentesco, per ordine del capitano Girolamo Corner che fu assistito per l'iconografia da Alessandro Bassiano e da Giovanni Cavazza per i testi epigrafici che integrano le figure. I pittori Domenico Campagnola, Girolamo Gualtieri e Stefano dell'Arzere furono gli esecutori del ciclo costituito da figure gigantesche, i famosi "Giganti" appunto, e da episodi a chiaroscuro, mentre l'abate Francesco Pociviano fu il calligrafo che si dedicò alle iscrizioni. Le 44 grandi figure di re e imperatori alternati a quelle di consoli e dittatori, separate da finte colonne doriche e corredate dalle scene che illustrano le gesta dei personaggi, sono espressione di un maturo Rinascimento tanto che a lungo si ritenne che il ritratto di Zabarella presente nel ciclo potesse essere stato dipinto da Tiziano. Restauri degli affreschi avvennero all'inizio e alla metà del Seicento (nel 1632 questa sala accolse la biblioteca universitaria che si era nel frattempo arricchita delle bellissime scaffalature intagliate della biblioteca di Santa Giustina, poi passate nella sala dell'archivio del palazzo centrale dell'Università) e successivamente, come si è detto, nel 1939. Ora, a più di 65 anni di distanza, lo stato di degrado dei dipinti richiede un ulteriore intervento per ottenere il quale si è attivata l'Associazione per il Restauro del Patrimonio Artistico Italiano. La presentazione del progetto di salvaguardia dei dipinti della sala liviana da parte del magnifico rettore dell'Università degli Studi di Padova Vincenzo Milanesi e del presidente di Arpai, Paolo Marzotto, avverrà domani alle 11.30 nella stessa Sala dei Giganti del Palazzo Liviano in via Arco Vallaresso 3 , con la presenza di Irene Favaretto, pro rettore Università di Padova, di Anna Maria Spiazzi, soprintendente Psae Venezia, Padova, Belluno e Treviso, di Antonio Finotti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e di Gian Antonio Golin direttore dell'Arpai. In questa sede Elisabetta Saccomani, Fabrizio Magani e Giulio Bodon illustreranno la storia della famosa Sala dei Giganti e il progetto di restauro degli affreschi elaborato dalla Soprintendenza per le province di Venezia, Padova, Belluno e Treviso. Costituitasi a Venezia nel 1989, l'Arpai ha realizzato oltre 40 progetti di restauro in varie regioni, anche con lo scopo di diffondere nell'iniziativa privata la cultura del recupero e della valorizzazione del patrimonio artistico nazionale. Per questo progetto ha voluto contribuire direttamente alla costituzione di un fondo economico finalizzato al restauro del ciclo pittorico della Sala dei Giganti e ha trovato subito un generoso sostenitore nella Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Tuttavia, per ottenere l'inizio immediato della campagna di restauro, poiché l'importo raggiunto non risulta ancora del tutto sufficiente, si è deciso di lanciare alle imprese, ordini professionali, associazioni imprenditoriali e culturali, e a privati cittadini del Triveneto la proposta di attuare una ricerca fondi con l'"adozione" di un Gigante che prevede che il restauro possa essere dedicato alla memoria di una persona, a una celebrazione aziendale o associativa. La presentazione di tale progetto ai potenziali sostenitori avrà luogo sempre domani alle 18.
I Giganti di Padova saranno "adottati" per essere restaurati
L'Associazione per il Restauro del Patrimonio Artistico Italiano (Arpai) ha attivato un progetto per il restauro della Sala dei Giganti nel Palazzo Liviano di Padova. La sala, che risale al XIV secolo, è decorata con affreschi giganteschi e scene storiche. Il progetto di restauro è stato presentato pubblicamente e richiede ulteriori fondi per completare il lavoro. L'Arpai ha già realizzato oltre 40 progetti di restauro in varie regioni e ha trovato un generoso sostenitore nella Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.
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