C'è un angolo di centro storico dimenticato da anni. Sotto gli occhi di tutti, turisti, residenti, amministratori. Nel pieno del cuore cittadino. È finito nell'elenco delle opere da completare, in attesa di finanziamento, sotto faldoni ben più corposi. Avviato nel 2008 il cantiere del Duomo vecchio è infatti rimasto sospeso in una sorta di limbo. Bastavano 40mila euro per completare i lavori. Ma forse proprio la cifra esigua ha fatto scivolare la sua priorità, surclassata da cantieri più importanti o più urgenti. Tanto che alla fine nessuno ci ha più fatto caso. Così, da sei anni, i passanti hanno imparato a farci l'abitudine, con quelle transenne, diventate parte integrante del paesaggio. Il progetto risale al 2006, quando la Sovrintendenza aveva dato il via libera ai lavori. Bisognava scavare e risolvere alcuni problemi di umidità, infiltrazioni che mettevano a rischio le murature all'esterno della rotonda del Duomo vecchio, nella porzione meridionale dell'edificio. Lavori di «consolidamento e bonifica», che all'inizio prevedevano la realizzazione di un'intercapedine. Poi il progetto è cambiato in corsa. C'erano i ritrovamenti archeologici da preservare, il muretto da sistemare, il pavimento da piastrellare. Ma tra una scartoffia e l'altra, il tempo è passato e i lavori sono rimasti in stand by. Il cambio di amministrazione ha anche creato un piccolo equivoco, con il sindaco Emilio Del Bono che pensava si trattasse di un cantiere della Diocesi e la Diocesi che ha spiegato come Duomo Vecchio e Duomo Nuovo siano proprietà dell'amministrazione. Così la Loggia ha subito inserito i lavori nel proprio piano delle opere pubbliche, stanziando 60mila euro, 39.995 per i lavori, il resto per sicurezza, imprevisti, Iva e incarichi professionali. Il progetto per completare « il recupero e il risanamento» della parete sud e terminare le «finiture esterne» è stato approvato il 17 dicembre. A fine gennaio dovrebbero partire i lavori che dovrebbero durare poco più di un mese. Così anche quel piccolo angolo di centro storico, finito nel dimenticatoio, tornerà alla sua «normale» fruizione.