CABRAS Ben venga la disponibilità dei tanti volontari che dimostrano la crescita di consapevolezza e attaccamento al patrimonio archeologico della Sardegna. Ma a Mont'e Prama c'è già un servizio di vigilanza, notturno e diurno, attraverso il Corpo forestale, con agenti in divisa e in borghese. Il servizio è stato intensificato in occasione delle feste: lo dice l'assessore regionale ai Beni culturali, Claudia Firino, intervenendo dopo la mobilitazione che sta creandosi attorno al sito. «Nell'attesa che venga stabilizzato il servizio di vigilanza da parte della Soprintendenza afferma l'assessore Firino abbiamo ritenuto indispensabile garantire la vigilanza di un sito di così grande valore e pregio. Che la Regione e tanti cittadini, per passione e senso civico, si mobilitino a tutela di questo patrimonio archeologico eccezionale, dimostra l'estrema sensibilità diffusa nei confronti dei nostri beni culturali che altro non attendono se non di essere valorizzati al meglio e resi fruibili al maggior numero di persone. In tal senso si sta muovendo la Regione, con un piano di scavi archeologici straordinario e in sintonia con il Governo nazionale, da cui ci attendiamo pronta risposta anche in questa circostanza». Senza considerare che a Mont'e Prama, dove il primo Gigante riemerse 40 anni fa, davvero non c'è più nulla da prendere: la campagna di scavi ha finora dimostrato che sono rimasti solo loro, appunto, i Giganti e pochissimi reperti piccoli. Chi volesse andare a vampirizzare Mont'e Prama dovrebbe armarsi di strumenti idonei: ruspe, escavatori, per esempio. Senza i quali i grandi massi con i quali sono stati realizzati i Giganti, difficilmente potrebbero venir via. È invece interessante capire come sarà sorvegliata l'area in cui si prevede sarà estesa la ricerca. Monte Trigu e Monte Palla, nel territorio di Riola Sardo. Dove, precisa il professor Gaetano Ranieri, docente di Geofisica all'Università di Cagliari, che si occupa delle ricerche con il georadar, non sono ancora stati compiuti sondaggi nè verifiche da parte dell'équìpe che sta lavorando ai Giganti. Un territorio tutto da esplorare, dunque. Ma dove, in un'area certamente ancora non identificata, potrebbero celarsi altre statue, almeno una ventina. Nella stessa area potrebbe essere sepolto anche un tempio. Anche la Nasa potrebbe arrivare in soccorso della sofisticatissima apparecchiatura messa in campo nelle ricerche. Il professor Ranieri ha avuto contatti con gli scienziati della Nasa, disponibili a intervenire sulle tecnologie satellitari di cui dispongono per rendere ancora più approfondita la ricerca nel sottosuolo. Ma questi contatti sono ancora agli inizi. Intanto, si aspetta la ripresa degli scavi, il 7 gennaio.
SARDEGNA -I giganti spiati dallo spazio Nasa: Pronto un satellite
L'assessore regionale ai Beni culturali, Claudia Firino, ha affermato che la Regione Sardegna ha già un servizio di vigilanza notturno e diurno al sito di Mont'e Prama, grazie al Corpo forestale. Il servizio è stato intensificato in occasione delle feste. Firino ha anche affermato che la Regione si mobilita per tutelare il patrimonio archeologico del sito, che è considerato eccezionale. La campagna di scavi ha già dimostrato che sono rimasti solo i Giganti e pochissimi reperti piccoli. La Regione prevede di estendere la ricerca in un territorio vicino, dove potrebbero celarsi altre statue e un tempio.
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