Il Museo di fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo chiuderà il 31 gennaio, se non si troverà un socio da affiancare al Comune, dopo che la Provincia ha lasciato un debito di 200 mila euro. L'appello al sindaco di Milano. Cinquantamila euro per continuare a sperare di salvarsi. A tanto ammonta la raccolta di fondi a favore del Museo di fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo, che chiuderà i battenti definitivamente il 31 gennaio, se non si troverà un socio da affiancare al Comune di Cinisello Balsamo, dopo che la Provincia di Milano ha lasciato un debito di circa 200 mila euro. La somma di 50.260 euro è stata raccolta in occasione dell'asta organizzata dall'Associazione Amici del Mufoco, battuta alla Triennale di Milano. Fino a poco prima di Natale, inoltre, è stato possibile richiedere le opere non aggiudicate durante la serata. Grazie ai proventi raccolti, il Museo riuscirà a garantire l'apertura della sede di via Frova, nella storica villa Ghirlanda, per tutto il primo mese del 2015. Nel frattempo gli enti fondatori (oltre al Comune di Cinisello la «defunta» Provincia di Milano) dovranno concludere le consultazioni con Regione Lombardia e Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Sul tavolo due questioni aperte: il riconoscimento di museo di interesse nazionale e un partner in grado di sostituire la Provincia. Il primo pensiero è al Comune di Milano, che in realtà potrebbe diventare socio con la nuova formula della Città metropolitana. In quest'ultimo caso la struttura, che vanta un patrimonio di oltre due milioni di fotografie di alcuni tra i più grandi maestri nazionali e internazionali e una vasta biblioteca tematica, sarebbe il primo polo culturale del nuovo ente. Ma è un percorso decisamente in salita, visto che finora, di fronte a tante espressioni di simpatia per il museo di Cinisello, non sono seguiti fatti concreti. «Alla vigilia di Expo afferma il sindaco di Cinisello Balsamo, Siria Trezzi, che del museo è vicepresidente la Provincia di Milano, il cui presidente è anche presidente del museo, si è disinteressata a questa struttura, non sottoscrivendo la convenzione e non versano la quota di propria competenza. Basti pensare che il consiglio di gestione è stato convocato a settembre e poi solo il 22 dicembre». Al di là delle polemiche, «noi premiamo perché il museo abbia il riconoscimento di carattere nazionale e come nuovo partner vi sia la Città metropolitana», aggiunge il primo cittadino. Dopo la pausa natalizia dovrebbe esserci un incontro col sindaco metropolitano, Giuliano Pisapia, con l'obbiettivo di convincerlo che Milano merita un museo di fotografia. Ne sono convinti gli oltre cento fotografi e collezionisti che hanno messo a disposizione un'opera per l'asta benefica e i grandi nomi, nella lista, non mancano. «Ciò conferma l'amore per il museo dichiara Guido Venturini, presidente dell'associazione Amici del Museo di Fotografia Contemporanea sia da parte del pubblico sia degli specialisti del settore». Tra gli autori o i loro eredi o collezionisti che hanno aderito all'asta benefica vi sono Gabriele Basilico, Luca Campigotto, Uliano Lucas, John Davies, Joan Fontcuberta, Guido Guidi, Giovanni Hänninen, Jitka Hanzlovà, Graciela Iturbide, Francesco Jodice, Karen Knorr, Tancredi Mangano, Roberto Salbitani, Beat Streuli, Hans van der Meer, e tanti altri. Basteranno a entusiasmare Pisapia?