Il ministro Dario Franceschini ha sinteticamente illustrato anche su Twitter le proprie ragioni per la discussa chiusura degli Scavi di Pompei (e non solo) a Natale e a Capodanno: «Natale scorso ha scritto 827 visitatori a Pompei contro oltre 15.000 di ogni domenica gratuita! Del resto anche Louvre chiuso per Natale e Capodanno». Ma la spiegazione del responsabile dei Beni culturali a molti non è apparsa convincente. Parecchi hanno replicato in tono critico, anche aspro, talvolta sarcastico. Altri hanno scelto di ribattere in modo meno diretto. Tra questi Antonio Bassolino, che ha tirato in ballo anche i dipendenti della Soprintendenza: «Tenere aperti a Natale (e a Capodanno) gli Scavi di Pompei ha cinguettato l'ex governatore con uno sciopero a rovescio dei lavoratori sarebbe stata una bella e civile protesta». E in realtà c'è ancora la possibilità il primo gennaio 2015. Meno tenero con il ministro l'editorialista del Corriere della Sera Marco Demarco: «Più della decisione di chiudere Pompei a Natale, colpisce la motivazione del ministro: troppo pochi i paganti del 2013. Questa è cultura!». L'ex direttore del Corriere del Mezzogiorno ha poi aggiunto un'ulteriore stoccata: «Chiudere Pompei a Natale è stata una scelta di buona amministrazione, dice Franceschini. Anche chiudere del tutto certi ministeri lo sarebbe». Ma molti sono stati anche i tweet e i post di comuni cittadini, che in qualche caso hanno allargato la discussione ad altri beni culturali. Eccone alcuni.
Pompei. Il tweet di Bassolino: Sciopero al contrario per aprire gli Scavi
Il ministro Dario Franceschini ha spiegato le ragioni per la chiusura degli Scavi di Pompei a Natale e a Capodanno, citando i pochi visitatori del 2013. La decisione ha suscitato critiche e sarcasmo su Twitter, con alcuni che hanno criticato la motivazione del ministro e altri che hanno proposto uno sciopero dei lavoratori. Alcuni hanno anche allargato la discussione ad altri beni culturali. Il primo gennaio 2015 c'è ancora la possibilità di aprire gli Scavi. La chiusura ha colpito molti, che hanno considerato una scelta di buona amministrazione.
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