PALERMO. Da Aichi a Mazara del Vallo. Un viaggio a ritroso rispetto a quello compiuto dal Satiro danzante che dallo scorso mese di marzo è la vedette dell'Expo 2005 di Aichi, in Giappone. Un viaggio a ritroso quello di Calogero Di Gesù, direttore generale del padiglione italiano all'esposizione universale, che potrebbe rivelarsi foriero di buoni frutti per la Sicilia: migliaia di turisti nipponici potrebbero essere indotti a spingersi fin nella nostra terra per ammirare il Satiro danzante, ma anche l'inestimabile patrimonio culturale. Di Gesù, che è originario di Castellammare del Golfo, è soddisfatto del successo in Giappone del Satiro danzante. Non a caso, fra i 122 Paesi partecipanti, il padiglione italiano è il più visitato dopo quelli giapponesi. «In poco più di un mese - sottolinea Di Gesù - sono stati 600 mila i visitatori che si sono messi in coda per visitare il padiglione italiano, ma soprattutto per ammirare il Satiro danzante. Nella sola giornata del 3 maggio, sono stati ben 18 mila gli amanti dell'arte giapponesi che hanno visto questa bellissima scultura». Lo staff italiano di Expo 2005, è particolarmente felice del successo che si sta ottenendo nella terra del Sol Levante. E Di Gesù, da siciliano, è orgoglioso che questo sia in gran parte legato alla presenza del Satiro danzante. «E' il simbolo dell'intera esposizione. Nessun altro Paese ha presentato un'opera di questa bellezza e capace di suscitare emozioni tanto intense. I visitatori sono destinati ad aumentare, anche perché i mass media giapponesi ne hanno parlato in modo entusiastico. Negli ultimi mesi televisioni e giornali parlano continuamente della Sicilia». Il Satiro danzante è di per sé straordinario, ma ad aumentarne la suggestione è anche l'allestimento che riproduce l'effetto delle onde marine. Naturalmente molto ammirato è tutto il «Made in Italy», dai vestiti ed ai gioielli di grandi stilisti, alla Ferrari. Ma un altro angolo che attira come una calamita l'attenzione dei giapponesi è la «tavola siciliana imbandita»: un trionfo di ceramiche e ricami particolarmente apprezzati. Per questo motivo la direttrice del Museo della Ceramica di Caltagirone, Enza Cilia Platamone, è stata inviata a tornare in Giappone. «Tutto ciò - continua Di Gesù - è stato possibile anche grazie alla lungimiranza del governo regionale. In parecchi avevano detto che sarebbe stato impossibile effettuare questo trasporto per la fragilità della scultura. Ma siamo riusciti a creare delle protezioni che resteranno in dotazione del Satiro danzante per eventuali nuove "missioni"». In Italia, secondo le stime dei tour operators, dal Giappone arrivano ogni anno quasi 2 milioni di turisti. La maggior parte di essi, però, si ferma nelle città d'arte del Nord. Dall'inizio di Expo 2005, il 25 marzo - si chiuderà il 25 settembre -, c'è stato un incremento di circa l'1l di richieste di viaggi verso il Bel Paese e la Sicilia comincia ad essere gettonatissima. I turisti giapponesi, che non hanno problemi economici, frequentano alberghi a quattro e cinque stelle. Amano l'arte ed in Sicilia ne troveranno davvero tanta. Ma apprezzano anche la nostra gastronomia. «Sul piano dell'immagine la Sicilia sta spopolando - conclude Di Gesù - e sono sicuro che giapponesi ne arriveranno davvero parecchi. Ma durante l'Expo organizziamo anche la presentazione di imprese italiane che sono interessate al mercato nipponico. Stiamo raccogliendo le adesioni. Colgo l'occasione per lanciare un invito agli imprenditori siciliani che intendono conquistare nuovi mercati».