Tornano alla luce i resti della chiesa di San Vito. A fare la scoperta sono stati alcuni anziani del posto che hanno segnalato in Comune la presenza in un'area della parte superiore del paese di alcuni ruderi ricoperti da diversi metri cubi di terra. Secondo loro sarebbero potuti essere quelli di una chiesa di un'epoca compresa tra l'anno Mille e il Millecento. Così la Soprintendenza dei beni archeologici dell'Abruzzo, con l'archeologa Amalia Faustoferri, ha autorizzato uno scavo per la valorizzazione. «Abbiamo portato sul posto l'architetto Raffaello Di Domenico», dichiara il vicesindaco Paolo Di Pietro, «e la prima ispezione c'è stata agli inizi di novembre». «Ho potuto eseguire i controlli catastali di titolarità dell'area all'Agenzia delle entrate di Avezzano», ha spiegato Di Domenico, «l'area è sottoposta a vincolo archeologico dal Piano regionale paesistico». Il 14 novembre il progettista ha consegnato una perizia tecnica al Comune di Canistro, chiarendo l'importanza storica di San Vito, indicando l'opportunità di uno scavo archeologico e la valorizzazione dell'area. Il 5 dicembre la Soprintendenza ha autorizzato un intervento di scavo e il sindaco ha firmato un intervento incaricando l'archeologo avezzanese Carmine Malandra. «La chiesa risulta documentata nella prima metà del XII secolo», ha sottolineato Di Domenico, «e la sua costruzione risale presumibilmente all'XI secolo. È stato messo nell'area un cartello che indica l'intervento archeologico e la zona è stata recintata con una rete di emergenza da cantiere». Durante lo scavo è stato scoperto un muro che, dato il suo spessore, la tessitura muraria e la malta cementizia rivela essere un muro perimetrale, ancora dotato di solidità. I cittadini di Canistro e i visitatori entro la prossima estate potranno visitare in sicurezza i ruderi. (p.g.)