VIA Principe di Belmonte, esterno giorno. Rosario Crocetta si gode il relax della vigilia di Natale seduto al tavolino di un bar con il senatore Beppe Lumia. Ma l'aria non è quella della festa: «Quelle parole sono molto gravi», dice il governatore. E allude alla conferenza stampa del suo assessore all'Economia, Alessandro Baccei, che il giorno prima aveva ammesso di aver dovuto inserire in bilancio numeri che lui stesso, «da revisore dei conti», non avrebbe certificato. Un'ingenuità, o semplicemente un estremo atto di sincerità a fronte di tanti artifizi contabili abilmente camuffati in passato, ma le dichiarazioni e i toni di Baccei non sono piaciuti affatto al presidente della Regione. Che nelle ultime ore non ha fatto mistero del suo malcontento. Ormai è piena guerra fredda fra Crocetta e il supertecnico inviato da Roma. La distanza, a ridosso delle feste, è stata resa esplicita, in modo evidente, dalla mossa del governatore: quella di fare all'improvviso una contropresentazione dei dati del bilancio per spiegare soprattutto una filosofia diversa da quella di Baccei. Se l'assessore aveva chiesto a tutti, governo e deputati, di mostrarsi «seri» per sperare di ottenere da Roma le risorse necessarie alla salvezza dell'Isola, Crocetta ha invece battuto i pugni: «Lo Stato deve darci quello che ci spetta. Perché senza il taglio ai trasferimenti di un miliardo 200 milioni che ci è stato imposto e se non avessimo perso almeno un miliardo di mancati introiti fiscali da parte di imprese che hanno spostato la sede legale fuori dalla Sicilia noi saremmo quasi in pareggio. Noi i risparmi li abbiamo ottenuti, insomma esclama il governatore e non dobbiamo pietire nulla. Poi, certo, le riforme continueremo a farle». Ma il clima, alla vigilia delle delicatissime sedute d'aula per l'approvazione di bilancio e mutuo da 2 miliardi, è tutt'altro che idilliaco dentro il governo. Crocetta contesta a Baccei anche le voci in entrata, dall'assessore stimate prudenzialmente uguali a quelle dell'anno che volge al termine. «Io credo dice che l'accelerazione della spesa europea porterà inevitabilmente maggiori introiti per quanto riguarda Irpef, Iva e Irap». E l'ultima battuta del governatore si sposa curiosamente con le parole di qualche esponente dell'opposizione che accusa Baccei di «essere stato inviato per ammazzare la Sicilia ». «Noi abbiamo bisogno di rigore, non di rigor mortis», scherza in modo un po' macabro Crocetta. Mettendo le mani avanti: «Bisogna considerare il bilancio, ma anche la Finanziaria, come documenti assolutamente provvisori: la manovra la faremo nelle prossime settimane, senza fretta. E insieme». E insieme, per Crocetta, significa molto: il governatore non accetterà che Baccei lavori in solitudine. Anzi, intende avocare alla presidenza il coordinamento dei lavori della Finanziaria. D'altronde, sin dai primi giorni dopo l'insediamento del Crocetta- ter, c'è stata qualche frizione fra il governatore e l'assessore tecnico inviato da Delrio, vicinissimo al sottosegretario Davide Faraone. Tensioni che si sono ripercosse sulla nomina del ragioniere generale: in un primo momento Baccei pensava di proporre l'attuale capo della sua segreteria tecnica, Marianna De Sio, ma Crocetta e i suoi più stretti collaboratori puntavano sul dirigente del bilancio Gaetano Chiaro. È finita in un muro contro muro, fra il governatore e Farao- ne, e la nomina ha premiato Salvatore Sammartano, ex dirigente generale della Sanità scelto senza neppure essere stato consultato. Un altro fronte, in giunta, si è aperto sui contributi del bando ex tabella H, ad una miriade di associazioni culturali e sociali. I fondi sono stati tagliati da 16 a 10 milioni, ma il Bilancio ha scritto alla giunta segnalando alcune discriminazioni a danno degli enti che fanno riferimento ai Beni culturali. L'assessore competente, Antonio Purpura, dice: «Lunedì riproporrò al governo la necessità di una revisione delle somme assegnate con un provvedimento che in qualche caso è eccessivamente penalizzante». La guerra dei conti è appena cominciata.
SICILIA - Crocetta contro Baccei: "Riveda le cifre"
Il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, ha avuto una discussione con l'assessore all'Economia, Alessandro Baccei, sulla gestione del bilancio e della Finanziaria. Crocetta ha contestato le dichiarazioni di Baccei, che aveva ammesso di aver dovuto inserire in bilancio numeri che lui stesso non avrebbe certificato. Crocetta ha anche contestato le voci in entrata di Baccei, che credeva che l'accelerazione della spesa europea porterà maggiori introiti per la Sicilia. La discussione ha portato a una guerra dei conti tra il governatore e l'assessore, con Crocetta che ha deciso di fare una contropresentazione dei dati del bilancio per spiegare la sua filosofia diversa.
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