PIAZZA ARMERINA. La Soprintendenza ai Beni Culturali di Enna dopo aver completato il progetto definitivo per il restauro e la copertura della Villa Romana del Casale, mercoledì scorso lo ha «licenziato» con tanto di nulla osta. Evidenziando l'ottimo lavoro svolto in sinergia con l'Alto commissario l'onorevole Vittorio Sgarbi, il Soprintendente Salvatore Scuto dichiara di avere esaurito, per il momento, i propri compiti. Architetto Scuto, cosa ci può dire delle voci di contrasti con l'Alto Commissario in merito alle soluzioni da adottare per il restauro della Villa? "Da notizie non sempre precise apparse sulla stampa potrebbe sembrare così. In realtà si è stabilita una perfetta identità di vedute fin dall'agosto 2004 quando la Soprintendenza ha ricevuto, condiviso e fatte proprie le linee-guida progettuali emanate dall'onorevole Sgarbi. Forse è stata data la sensazione di avere oscillato a lungo tra soluzioni diverse, ma quando si tratta di eseguire il più grande intervento di restauro mai attuato, è assolutamente doveroso verificare in profondità tutte le possibilità tecniche." Non crede che sia andato sprecato del tempo prezioso mettendo a rischio il finanziamento? "Gli undici mesi impiegati nello studio, nello sviluppo meta-progettuale delle varie ipotesi e nella redazione del progetto definitivo, sono un tempo speso bene. Agenda 2000 deve essere rendicontata alla Comunità entro dicembre 2008; togliendo i tempi amministrativi finali (collaudo, ultimo pagamento, decreto approvazione, registrazione Corte dei Conti e Ragioneria, invio a Roma e poi a Bruxelles insieme ai rendiconti di tutti i lavori italiani) il tempo ultimo per dare l'opera finita rimane stabilito alla fine di maggio 2007. I tempi amministrativi iniziali richiedono 7 mesi da oggi. Rimane il tempo utile per eseguire i lavori, circa 15 mesi, ma bisogna riconoscere che in effetti ci stiamo stretti." La Soprintendenza sta rispettando questa tempistica? "Ricevuto dall'Alto Commissario, come vuole la legge istitutiva, l'incarico della progettazione, la Soprintendenza ha provveduto a svolgerlo in tempi rapidi avvalendosi dello staff tecnico interno e dei consulenti indicati dall'onorevole Sgarbi. Il progetto definitivo, già inviato al RUP, è stato munito del nulla osta mercoledì scorso. In questa fase la Soprintendenza ha esaurito i propri compiti." Dopo tante incertezze, di quale progetto si tratta? "Dopo tante riflessioni, direi, la priorità assegnata alla copertura geodetica, ai restauri musivi e alle opere di bonifica idro-geologica ha prevalso su qualsiasi altra ipotesi. I meno urgenti restauri murari dovranno aspettare. Il progetto può essere consultato da chiunque abbia interesse." Per dare finalmente inizio ai lavori cosa rimane ancora da fare? "Il Rup deve richiedere la convocazione della Conferenza dei servizi per l'approvazione tecnica del progetto; ottenutala, l'Alto Commissario potrà procedere all'approvazione amministrativa emanando il decreto di impegno della spesa. Dopo l'approvazione della Corte dei Conti la Soprintendenza inizierà la procedura d'appalto. Se questi passaggi saranno tempestivi, il cantiere potrà aprire a gennaio". Cosa pensa del fatto che a Milano con Agenda 2000 sono già state completate la Scala e la nuova Fiera, mentre 25 milioni di euro a Piazza Armerina invece...? "No comment" Di fatto gli stessi finanziamenti a Piazza Armerina rimangono tuttora inutilizzati con il rischio di andare perduti se non saranno rispettati i tempi previsti.
Contrasti con Sgarbi sulla Villa? Siamo in perfetta sintonia
La Soprintendenza ai Beni Culturali di Enna ha completato il progetto definitivo per il restauro e la copertura della Villa Romana del Casale e ha ricevuto il nulla osta. Il Soprintendente Salvatore Scuto afferma di aver esaurito i propri compiti e di aver lavorato in sinergia con l'Alto commissario Vittorio Sgarbi. Scuto nega le voci di contrasti con Sgarbi e afferma che il progetto è stato completato con successo. La Soprintendenza sta rispettando la tempistica prevista per l'esecuzione dei lavori, che dovrebbe iniziare a gennaio. Il progetto prevede la copertura geodetica, i restauri musivi e le opere di bonifica idro-geologica.
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