Preoccupazione dei sindacati, anche un volantinaggio FIRENZE. Davanti alla Galleria degli Uffizi a Firenze presidio dei lavoratori dei servizi aggiuntivi dei musei statali. Sono preoccupati sostengono Filcams-Cgil e Tucs-Uil per le conseguenze della riforma Franceschini che dovrebbe essere varata il gennaio prossimo. In ballo ci sono 309 persone assunte dalla Opera laboratori fiorentini, la società che gestisce tutti i musei statali di Firenze. Svolgono mansioni di addetti alla biglietteria, fanno le prenotazioni, gestiscono il call center, il guardaroba, i negozi di oggettistica e la sorveglianza. Il contratto di riferimento è quello del commercio. Alcuni dei lavoratori dei musei... Alcuni dei lavoratori dei musei fiorentini durante il volantinaggio Un contratto che non prevede alcuna clausola sociale di mantenimento della retribuzione, né del posto di lavoro in caso di cambio di gestore. Anche se nel dicembre del 2010 l'allora sindaco di Firenze Matteo Renzi riuscì a stringere un accordo tra ministero della Cultura, sindacati e datore di lavoro che garantiva la continuità dei rapporti di lavoro nel caso in cui fosse cambiata la società che gestiva i musei statali. In vista della riforma Franceschini, i lavoratori fiorentini chiedono rassicurazioni al sindaco Dario Nardella, che ha la delega alla cultura, e al consiglio comunale sul loro futuro. Sono stati ricevuti 15 giorni fa a Palazzo Vecchio dalla commissione lavoro presieduta dalla consigliera del Pd Cecilia Pezza. Il prossimo 30 dicembre dovrebbero spiegare le loro ragioni in un incontro con l'assessore al lavoro del Comune di Firenze Federico Gianassi. Al momento, però, non si registra alcuna presa di posizione da parte del sindaco Nardella. La situazione dei musei statali è complicata. A Firenze vengono gestiti in regime di proroga perché il ministero della Cultura non indice da anni alcuna gara di appalto. La riforma Franceschini dovrebbe sbrogliare la matassa e separare in tre blocchi distinti i musei statali. Secondo voci di corridoio, in Toscana i musei maggiori, Uffizi e Pitti a Firenze, verrebbero accorpati in unica gestione. L'altro blocco: Galleria dell'Accademia e Cappelle Medicee. Sempre nel capoluogo di regione. Infine andrebbero assieme i musei minori. Tra i quali: Bargello, Orsanmmichele, Davanzati. Rimarrebbero fuori tutti gli altri spazi museali: San Marco a Firenze, le ville Medicee, il parco archeologico. Da raggruppare in un polo regionale.