Bruno Santi consigliere dell'Opera di Santa Maria del Fiore, già soprintendente ai beni storico-artistici La sapienza urbanistica dell'Ottocento, grazie a Giuseppe Poggi, seppe valorizzare questa zona con il circuito dei viali, con la realizzazione delle «Rampe» e della grande area da cui la città può essere abbracciata in tutta la sua estensione. Il luogo possiede anche due altri e rilevanti elementi di notevole significato storico. Uno è la persistenza non conservata integralmente, ma ben visibile in alcuni punti delle fortificazioni ideate da Michelangelo, vestigia dell'assedio del 1530, quando Firenze venne circondata dalle truppe imperiali venute in soccorso dei Medici intenzionati a tornare al potere nello Stato fiorentino. L'altro è la presenza del vasto «Parco della Rimembranza», dove ogni albero è stato piantato in ricordo di un caduto della I Guerra Mondiale, a testimoniare l'apporto dei fiorentini al conflitto che costò tanti lutti al nostro Paese. Ma tornando ai due insediamenti religiosi, a pochi metri di distanza c'è testimonianza di due delle più significative rappresentanze degli ordini religiosi che hanno segnato la vita della Chiesa Cattolica: in San Salvatore, i frati mendicanti, rappresentati qui dai Francescani; in San Miniato, il cenobio monastico che fu già dei Cluniacensi (con un intervallo rappresentato dai chierici regolari della Compagnia di Gesù), e ora dei monaci benedettini della Congregazione olivetana. Non credo che in nessun altro luogo, fianco a fianco, abbiano convissuto e convivano le diverse e fondamentali espressioni della vita comunitaria della Chiesa cattolica, e penso che una testimonianza del genere possa davvero contribuire a costituire un valore storico-culturale di notevolissima importanza per questo luogo così significativo della nostra città. Eppure, nonostante la cospicuità di queste memorie, nonostante l'importanza del luogo e delle sua innegabili attrattive, la zona in cui sorge è interessata da un indiscutibile degrado. Basta fare una passeggiata per rendersene conto.Via delle Porte Sante, ossia la strada che passa davanti alla scalinata di San Miniato, e proseguendo giunge fino all'armonioso fianco della quattrocentesca chiesa di San Salvatore, è in condizioni che non è difficile definire vergognose. L'asfalto è tormentato da numerose fratture, toppe e buche. Per biciclette e motorini un vero pericolo. Per chi la percorre in auto, uno spettacolo indegno della cospicuità del luogo. Il prato che si stende in pendio dal muro di cinta (residuo delle fortificazioni michelangiolesche) di San Miniato, ha la stretta scalinata ormai impossibile a percorrere, coperta dalla vegetazione e dal terriccio. Il Parco della Rimembranza è trascurato, pieno di vegetazione spontanea, e ingombro di rifiuti. Sembra obliterato completamente il ricordo e il rispetto di chi è morto in servizio del Paese, anche in questo anno che ricorda i cento anni dalla grande tragedia. Questi sono solo alcuni aspetti della inconcepibile trascuratezza sofferta dalla intera collina di San Miniato, comprese le «Rampe», anch'esse deteriorate e con i segni «provvisori» di transenne che annunciano lavori di sistemazione non ancora avviati. I numerosi visitatori di questo insigne luogo, che si affacciano ammirati sulla terrazza di San Miniato a osservare Firenze, i suoi monumenti e i suoi poggi, e visitano il patrimonio artistico e religioso dall'antica basilica, così ben conservata dai suoi bianchi monaci olivetani, sono accolti in questa guisa, davvero inconcepibile per una città che ha nel suo patrimonio storico-artistico e ambientale la propria maggiore risorsa. Si auspica quindi da parte delle amministrazioni a ciò deputate che venga un opportuno rimedio a queste incresciose situazioni, che non possono non risultare come un'ulteriore motivo di preoccupazione per gli aspetti negativi che da molto tempo stanno interessando la nostra città.