Nonostante l'addio di Cristiana Collu, per l'assessore provinciale alla cultura Tiziano Mellarini il progetto del Mart non cambia di una virgola. «Nessun arretramento», dichiara rispondendo alle riflessioni sul soft power della direttrice in uscita. Nel frattempo il sindaco di Rovereto, Andrea Miorandi, e Pietro Monti chiedono di ridare rappresentanza nel board del museo alla città e a Trento. TRENTO. «Non c'è nessun arretramento nel progetto del Mart. La volontà della Provincia e del cda è valorizzare il museo in chiave internazionale». Tiziano Mellarini, assessore provinciale, risponde a distanza a Cristiana Collu, direttrice in uscita sotto la cupola disegnata da Mario Botta. Nel forum organizzato dal Corriere del Trentino (vedi l'intervista di mercoledì scorso), Collu aveva compiuto una riflessione sul soft power, il potere della cultura, necessario per «andare al di là della retorica dell'efficienza» e gestire la transizione «sempre in atto». A lei replica a stretto giro Mellarini, alla ricerca di un nuovo profilo assieme alla presidente del cda Ilaria Vescovi e a Pietro Monti. Quest'ultimo, assieme al sindaco di Rovereto Andrea Miorandi, chiede di ridare una rappresentanza nel board alle due città che costituiscono «la storia e il nome stesso del museo». Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto: ecco cosa indica l'acronimo Mart. Il museo, nato nel 1987 a Trento, è stato ospitato fino al 2002 a Palazzo delle Albere (poi chiuso). Dal 2002 il Mart è invece l'edificio progettato da Botta in corso Bettini a Rovereto. Il tema del rapporto del polo espositivo con le due città si lega a quello della missione dell'ente nel futuro prossimo. Dal primo febbraio alla guida non ci sarà più Collu ma il nuovo direttore o direttrice individuato dalla commissione composta da Vescovi, dal vice Matteo Lunelli e da Monti, d'intesa con Mellarini. «Il potenziale del Mart non verrà ridotto, non ci sarà nessun arretramento su questo punto precisa Mellarini che fa riferimento alle parole di Collu . Il nostro intento e quello del cda è valorizzare la mission del museo a livello internazionale». L'assessore fuga le perplessità su un'eccessiva attenzione all'efficienza, a discapito dell'ambizione e delle idee che dovrebbero stare alla base del progetto di un museo di livello nazionale e globale. La direttrice aveva insistito proprio su questo punto. «Le idee e la creatività rimangono strettamente connaturate alla progettualità del museo, assieme all'esigenza della riorganizzazione. Quanto a Collu, ha fatto una scelta, ovvero non partecipare alla selezione (per la direzione, ndr). Noi ne abbiamo preso atto». Ragiona sull'ambizione che deve essere connaturata al museo anche il sindaco Miorandi. «A Mellarini e Vescovi dico: costruiamo assieme il Mart del futuro. Questa piccola terra alpina, il Trentino, non deve perdere la capacità di creare eccellenze. L'efficienza, doverosa per l'amministrazione pubblica, va calibrata con il contenuto d'arte». Miorandi chiede di ritornare all'assetto della rappresentanza precedente alla legge Cogo sulla cultura. «Trento oggi è esclusa e Rovereto può indicare ma non nominare il rappresentante. È sbagliato, le due città non possono essere esautorate. Propongo un dibattito pubblico con le istituzioni culturali dei due centri per discutere del futuro del museo». Dello stesso avviso Monti, ex sindaco della città della Quercia. «Si sono perse di vista le motivazioni che hanno portato alla nascita del Mart, appunto museo di Trento e Rovereto. Con il venir meno di Trento e del Palazzo delle Albere si è rotto il patto iniziale. Serve recuperare. L'assessore deve confrontarsi con i due Comuni». Sul ruolo dell'ente conclude: «Non c'è nessuna volontà di far perdere potenzialità alla struttura. Ho fiducia nella nuova figura che verrà scelta per la direzione».
Rovereto. Miorandi e il futuro Mart. Cda, città protagoniste
L'assessore provinciale alla cultura Tiziano Mellarini ha confermato che il progetto del Mart non cambia nonostante l'uscita della direttrice Cristiana Collu. Mellarini ha risposto alle critiche di Collu sul soft power del museo, affermando che il suo intento è valorizzare la missione del museo a livello internazionale. Il sindaco di Rovereto Andrea Miorandi e Pietro Monti hanno chiesto di ridare rappresentanza nel board del museo alle due città che costituiscono la storia e il nome stesso del museo. Mellarini ha proposto un dibattito pubblico con le istituzioni culturali dei due centri per discutere del futuro del museo.
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