Franceschini: «A Capodanno non conviene aprire». I sindacati: «Non è vero» L'assessore regionale alla cultura: «Uno scandalo, speriamo di evitarlo a Pasqua» Il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini non ci sta a passare per nemico di Pompei. E ribadisce che la decisione di tenere chiusi gli Scavi a Natale e a Capodanno è stata adottata «a giugno con i sindacati», per garantire l'apertura in altri giorni festivi. Eppure a conti, fatti tra costi e ricavi si scopre che a Pompei i cancelli potevano restare aperti. NAPOLI. Benché il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini sostenga, cifre alla mano, il contrario, forse a Pompei conveniva lasciare gli Scavi aperti nel giorno di Natale. E, a maggior ragione, converrebbe tenerli aperti a Capodanno. Il bello è che facendo due conti si arriva al paradosso che sarebbe stato meglio aprire i cancelli. Franceschini non ci sta a passare per un nemico di Pompei. Parla di «polemiche estemporanee» e ribadisce che quella di lasciare chiuso il sito a Natale e Capodanno è stata una scelta «presa con i sindacati» e dettata da «ragioni di buona amministrazione». «L'accordo ricorda il ministro è stato preso a giugno e sottoscritto dai sindacati, tutti concordi nello stabilire che tra le festività in cui garantire l'apertura dovessero esserci Pasqua, Santo Stefano, il 25 aprile, il 1 maggio e ferragosto. Non invece Natale e Capodanno». Insomma per il Mibact l'apertura natalizia resta un lusso non più consentito. Eppure, almeno per quanto riguarda il grande sito archeologico vesuviano si potrebbe ipotizzare un'apertura, almeno non in perdita. Con o senza visitatori, infatti, a Natale i custodi degli Scavi espletano comunque il loro lavoro. Gli addetti sono divisi in cinque squadre composte in genere da 23 persone. Quattro squadre si alternano durante le 24, la quinta osserva il turno di riposo. Per garantire l'apertura (ovviamente diurna) ai visitatori sarebbe stato sufficiente assicurare a due squadre comunque in servizio (potenziate da 5 giornalieri aggregati) il compenso superfestivo di 80 euro lordi, di 30 euro superiore a quello di 50, in ogni caso corrisposto. Il costo aggiuntivo sarebbe dunque stato all'incirca di 1.680 euro. Un anno fa a Natale (624 visitatori paganti) l'incasso fu di 6.898 euro. Ancora più incoraggiante il bilancio di Capodanno 2014, quando i visitatori paganti sono stati 1.761 per un incasso di 19.169 euro. «In base ai progetti approvati negli anni scorsi ricorda Antonio Pepe della Rsu la percezione del superfestivo escludeva il riposo compensativo. Che invece ora dovrà essere concesso col risultato che quando i custodi dovranno recuperare il giorno di riposo, considerata l'esiguità del personale, si dovrà tenere chiusa qualche domus». Al coro di proteste si aggiunge Antonio Irlando, dell'Osservatorio patrimonio culturale. «Gli Scavi di Pompei osserva perdono anche il primato esclusivo dell'apertura straordinaria a Natale, dopo 30 anni da uno storico accordo tra sindacati locali e soprintendenza che fu esteso anche alle principali festività nazionali e a tutti i siti archeologici vesuviani, tra cui Ercolano e Oplontis. È incredibile che il ministro Franceschini non abbia compreso la gravità di aver consentito una sciagurata decisione che crea un danno incalcolabile all'economia turistica di Pompei e alla reputazione italiana, visto che la notizia è stata resa nota solo qualche giorno prima di Natale, con i turisti che avevano già deciso la visita».