Non è un caso se a Place des Vosges, nel pieno Marais parigino, abita Renzo Piano, l'étoile dell'architettura italiana. La bellezza e la storia della piazza hanno convinto anche il progettista della Nuvola Massimiliano Fuksas ad acquistare una casa, proprio sotto l'appartamento di Piano. La prestigiosa Place des Vosges ha questo nome perché i Vosgi furono i primi a sostenere finanziariamente, con le tasse, la Révolution. Il toponimo Place Royale fu eliminato, così come il monumento a Luigi XIII, ricostruito in seguito. Una targa al bordo dei giardini traccia la vicenda storico-artistica del luogo e così chi lo visita ne gusta fino in fondo il fascino. Paolo Portoghesi ha posto accanto ad ogni fiore e preziosa essenza arborea nel suo magico giardino di Calcata un leggìo che reca scritti versi di celebri autori attinenti la rarità vegetale in bella mostra. L'idea di illustrare il valore di un monumento, di un luogo o di una pianta con un breve testo a lato è diffusa, non è certo nuova. A Roma questa scelta è limitata a qualche chiesa barocca, qualche edificio. I tesori archeologici vengono trascurati. Eppure una targa «Qui è stato ucciso Cesare» non ci starebbe male nei resti del Foro di Pompeo, presso Largo Argentina. «Questo è il mausoleo di Augusto», o «Ecco le Terme più grandi del mondo antico» a Caracalla, o anche «Il Circo Massimo, lo stadio più grande di sempre» per continuare, quasi all'infinito, nello scoprire con poche parole l'identità del celebre passato tra l'anonimo presente. Il meritorio Progetto Fori, con la pedonalizzazione dello stradone, ha la stessa carenza in termini di fruibilità: i reperti stanno lì, senza percorsi e punti di ristoro così come aveva proposto un progetto di Carlo Aymonino. L'immaginazione dei visitatori delle antichità potrebbe essere sollecitata, col gusto e la misura dovuti alle circostanze, attraverso complementi scenografici e perfino comparse in costume facendo grande attenzione a non evocare un effetto-Disneyland. Tutto questo per dire che la valorizzazione in atto dell'antico tesoro romano più si adatta al termine «rovine» d'uso comune che non a «testimonianze» quali sono marmi, tufi e mattoni storici sparsi per la città. È vero che guide in ogni lingua possono assistere il turista in visita alla Città Eterna, ma la maggior parte degli ospiti (e anche la folla romana) sembrano accontentarsi di vaghe suggestioni: un po' di conoscenza sarebbe opportuna. Una volta si invocava la «fantasia al potere». Oggi ci vorrebbe almeno qualche (buona) idea nell'amministrazione e nelle varie sovrintendenze, sui cui polverosi atteggiamenti andrebbe passato un potente aspiratore.