ROMA - Come sempre quando sta per finire una«legislatura, il mondo politico si mostra molto, molto attento al tema della dirigenza pubblica. L'ultima novità è di questi giorni: una norma che consentirebbe allo Stato di assumere più di duecento dirigenti di prima e seconda fascia, per chiamata diretta, con contratto a tempo indeterminato. La riforma doveva essere inserita nel disegno di legge sulla semplificazione, ieri all'esame del Senato, Un emendamento presentato dal governo prevedeva di ampliare la percentuale di incarichi dirigenziali da assegnare ai cosiddetti "esterni". Cioè a persone che non fanno parte dell'amministrazione, non hanno superato un concorso pubblico, ma che possono vantare «particolare e comprovata competenza professionale». La possibilità di arruolare gli esterni con contratto a termine fu introdotta nel 2001 dall'allora ministro Bassanini, che stabilì un limite: solo il 5 delle poltrone da dirigente potevano essere distribuite in questo modo. Nel 2002 il successore Frattini estese la quota: 10 di esterni per i posti di prima fascia (quelli più importanti), 8 per la seconda fascia. Ora nella maggioranza qualcuno ha pensato di allargare ulteriormente la porta. Ecco cosi la proposta di portare la quota per la prima fascia al 15 per cento e per la seconda al 13. Un incremento del 5: calcolando che i dirigenti statali sono circa 4 mila e 500, si può stimare che in questo modo si creerebbero più di 200 posti di lavoro. Dopo un breve dibattito in aula, ieri sera il governo ha deciso di ritirare l'emendamento, preannunciando però che l'argomento verrà riproposto «in altra sede». Lo stesso tipo di emendamento fra l'altro era già stato presentato da alcuni senatori della maggioranza nella discussione di un altro provvedimento (il decreto legge che istituisce il nuovo ministro per il Mezzogiorno). Va sottolineato che l'ipotesi di fare più spazio agli esterni sarebbe prevista in forma temporanea: vale solo per il 2005 e il 2006; poi basta. Per le amministrazioni comporterebbe sicuramente un aggravio di spesa: per ogni posto assegnato a un esterno c'è un dirigente già in servizio che rimane senza incarico ma continua a percepire lo stipendio.
In due anni potrebbero arrivare nei ministeri oltre 200 dirigenti assunti senza concorso
Il governo ha deciso di ritirare un emendamento che prevedeva di aumentare la quota di dirigenti statali assegnati agli esterni, con contratto a termine, dal 10 al 15 per cento per la prima fascia e dal 8 al 13 per la seconda fascia. L'emendamento era stato presentato per il 2005 e il 2006, ma sarebbe stato previsto solo per un periodo temporaneo. La decisione è stata presa dopo un breve dibattito in Senato, dove il governo ha deciso di non approvare l'emendamento. L'ipotesi di aumentare la quota di dirigenti statali assegnati agli esterni è stata presentata anche da alcuni senatori della maggioranza.
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