«Venaria è bella, ma in Toscana ci sono mille altri posti più belli. Non c'è niente da fare: i piemontesi sono più bravi, sanno fare marketing. Qui, invece, regnano l'incapacità e la mentalità da campanile». Oliviero Toscani. Il celebre fotografo, milanese di nascita ma da anni residente a Casale Marittimo dove produce vino, confessa di essersi arrabbiato alla notizia che la reggia torinese è la più gradita dagli stranieri come luogo culturale italiano. «Noi ci mangiamo uno con l'altro con beghe di paese prosegue e siamo capaci di promuovere al massimo Miss Cinghiale o fare campagne istituzionali di promozione che sarebbe meglio dimenticare. Perché la Francia, che ha la decima parte di quello che abbiamo noi in Italia, è la nazione con più turisti al mondo? Perché ci sanno fare, come i piemontesi, che un po' gli assomigliano». Per Toscani il problema è la sordità di certe amministrazioni pubbliche che non favoriscono la realizzazione delle tante idee che pure esistono. E porta un'esperienza vissuta direttamente: «Quindici anni fa ho dato l'incarico all'architetto Peter Zumthor, carissimo amico, per il progetto della mia cantina a Casale Marittimo. Non è stato possibile per vari intoppi burocratici. Il risultato è che la cantina non c'è, mentre Zumthor nel frattempo ha vinto diversi premi prestigiosi. Poteva essere un'occasione d'oro per il territorio. Zumthor è uno dei più grandi architetti contemporanei, per vedere una sua opera sarebbero arrivati pullman di giovani progettisti da ogni parte del mondo». David Riondino. Non è della stessa idea il cantautore, attore e regista fiorentino. Per lui la promozione in Toscana è ragionevole, anzi c'è pure sovraesposizione. «Semmai dice - c'è il rischio Disneyland per alcune città, tra cui Firenze e Lucca». Quanto al primato di Venaria tra gli stranieri, Riondino lo attribuisce da una parte alla capacità della gestione di costruire un sistema di comunicazione efficace e dall'altra al fatto che la reggia somiglia ai grandi spazi espositivi europei. E dall'artista toscano un suggerimento per la nostra regione e per Firenze in particolare: «Sarebbe bene che le entrate derivanti dal turismo servissero per produrre arte. Non è il migliore destino, per i toscani, trasformarsi in rigattieri, cioè vendere le cose fatte da altri, essere solamente custodi dei beni culturali che altri vanno a vedere». Riccardo Benvenuti. All'incapacità di promozione fa invece riferimento il pittore lucchese delle donne di Puccini. «Noi toscani siamo nati dentro la bellezza, ci siamo talmente abituati che non ci accorgiamo nemmeno più degli immensi tesori che abbiamo in casa. E finiamo per promuoverli poco. «Con tutto il rispetto per Venaria prosegue , ma in Toscana di posti del genere abbiamo l'imbarazzo della scelta. A Firenze c'è da perdere la testa, così a Siena e le ville in tutta la regione sono splendide. Alla fine quelle che sono certezze diventano incertezze, grazie anche all'ipercriticità dei toscani, sempre pronti a vedere qualcosa che non va. Poi succede che gli stranieri preferiscono altri luoghi, che sanno promuoversi meglio». Ma Benvenuti che sta preparando una grande mostra sul tema della pace in programma d'estate ad Assisi e a novembre 2015 a Firenze per la visita di Papa Francesco crede anche che in scelte di quel genere da parte del pubblico ci sia qualcosa di imponderabile e misterioso. Lo spiega con un esempio: «Quando Alexander Fleming (il padre della penicillina, premio Nobel per la medicina nel 1945, ndr) scese dal treno a Roma ad accoglierlo erano in dieci, dall'altra parte c'era una folla a salutare il cantante famoso del momento. Anche qui: massimo rispetto per quell'artista, ma non c'è paragone con l'importanza di Fleming, che ha salvato l'umanità. Succede spesso che personaggi di immenso valore non se li fili nessuno e invece si corra dietro al primo che appare in tv o sui giornali. Moda, forse, oggi cultura prevalente dell'immagine, sicuramente. Ma dietro il successo di qualcuno o qualcosa c'è anche qualcosa di misterioso, difficilmente classificabile». Girolamo Ciulla. Scettico in merito alle classifiche sulla bellezza, infine, è lo scultore siciliano da trent'anni residente a Pietrasanta e in questo periodo alla Certosa di Calci con la mostra "Arca". «Ogni città ha la sua bellezza dice e non si può dire che Roma sia più bella di Torino, di Firenze o di Venezia o che l'una venga eletta come luogo culturale d'eccellenza piuttosto che le altre. A mio parere, per esempio, Firenze non ha niente da invidiare a Venaria ed è valorizzata quanto la reggia sabauda di Torino. Ma ci sono anche Pietrasanta e le cave di marmo. Ma né Firenze né Pietrasanta con la sua fantastica pietra bianca sono primi in quel sondaggio. E allora? Niente di preoccupante, le classifiche lasciamole fare agli altri».
Venaria è bella, ma in Toscana ci sono mille altri posti più belli.
Oliviero Toscani, fotografo e produttore di vino, ha espresso la sua amara constatazione che la reggia di Venaria, in Piemonte, sia considerata il luogo culturale italiano più gradito dagli stranieri. Secondo lui, la sordità delle amministrazioni pubbliche in Toscana impedisce di promuovere al meglio i suoi tesori culturali. Ha anche raccontato di come il progetto della sua cantina a Casale Marittimo è stato bloccato da intoppi burocratici. Toscani ha anche sottolineato che la promozione in Toscana è spesso basata sull'immagine e non sulla qualità.
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