La Venice Gardens Fundation Onlus è una Fondazione senza scopo di lucro nata nel 2014. I soci fondatori sono Adele Re Rebaudengo (presidente), Chiara Bertola, Alvise di Canossa, Anna Cuculo, Maria Cristina Fatta Del Bosco, Marie Rose Kahane, Gesine Lubben, Agostino Re Rebaudengo, Roberto Spada. La Fondazione ha sede a Venezia, e si pone come obiettivo, si legge nello statuto, «il restauro, la promozione e la tutela dei giardini e dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico di loro pertinenza». Ma anche la riduzione dei consumi energetici, la promozione della cultura e dell'arte e dei giardini storici veneziani. (a.v.) di Alberto Vitucci Dopo decenni di degrado e di abbandono rinascono i Giardinetti Reali. Merito di una Fondazione privata, la "Venice Gardens Fundation onlus" della torinese Adele Re Rebaudengo. Che ha stanziato tre milioni e 800 mila euro per il restauro della celebre "Palazzina Santi", inaugurata due secoli fa come "Coffee House" e adesso in parziale abbandono, sede degli uffici turistici Apt. Un progetto «senza scopo di lucro», ha spiegato la presidente, collezionista d'arte torinese e appassionata di fotografia. In cambio la Fondazione avrà in concessione per 19 anni gli spazi della Cafeteria e la nuova serra che sarà costruita a fianco della Palazzina in stile palladiano. E gli utili saranno reimpiegati per la manutenzione dei seimila metri quadrati del giardino e degli altri spazi verdi cittadini. Ma il progetto ha come obiettivo una vera "rivoluzione" degli spazi dei Giardinetti Reali. Il restauro filologico delle cancellate e della pergola, veri capolavori dell'arte liberty e di fine Ottocento, ma anche gli arredi e le balaustre. Sarà ripristinato il ponte levatoio in legno che metteva in comunicazione il palazzo Reale con i Giardinetti, dove amava passare il suo tempo anche la principessa Sissi. Sarà aperta una via di comunicazione tra i Giardinetti e la piazza San Marco, passando per il Museo archeologico e il Correr. «Una giornata molto importante per Venezia», spiega raggiante il commissario Vittorio Zappalorto, «un miracolo di collaborazione tra gli enti». La soprintendente Renata Codello ricorda che il progetto elaborato da Carlo Aymonino è già approvato. E attendeva soltanto i finanziamenti. «Lo Stato e il Comune non possono arrivare dappertutto», dice, «dunque ben venga l'aiuto dei privati. Una linea che abbiamo adottato da tempo anche per i restauri del palazzo Ducale e della Piazza e che si conferma vincente». La convenzione è stata firmata ieri alle 14, dopo un lungo lavoro di correzione, dal direttore veneto dell'Agenzia del Demanio Pier Giorgio Allegroni, dal Comune rappresentato dai commissari Zappalorto e Natalino Manno, e dalla Fondazione. Un atto che il prefetto Domenico Cuttaia ha pubblicamente elogiato: «Questo è quello che succede quando si crede nelle cose e ci si mette passione», ha detto, «i commissari ci hanno messo del proprio in termini di sentimento e di attenzione per tutelare un bene pubblico, non si sono limitati all'ordinaria amministrazione». I lavori dureranno tre anni, e procederanno per lotti. I Giardinetti resteranno chiusi per un tempo limitato. Saranno rifatti anche i servizi igienici, affidati a Veritas, che provvederà a rimuovere il deposito di carretti che certo non si sposa con la monumentalità del luogo. I fondi, ha spiegato Rebaudengo, saranno versati alla Fondazione da mecenati». Negli spazi restaurati troveranno posto anche attività di ricerca legate all'arte, al risparmio energetico e alla gestione dei beni paesaggistici in collaborazione con scuole, i Musei civici, Biennale, Università, enti di ricerca internazionali. Sarà infine riordinata la Riva antistante i Guiardinetti. «Progetto già pronto», ha spiegato l'ingegnere Manuel Cattani, «che doveva partire nel 2015. Bloccato per mancanza di fondi».