ROMA Era un po' di tempo che si guardavano in cagnesco, Ora passano allo scontro aperto. Le due sigle più rinomate dell'ambientalismo, Italia Nostra e Legambiente, si sono dichiarata guerra. Combattono a colpi di carta bollata. Oggi Legambiente annuncia in una conferenza stampa l'avvio di un'offensiva giudiziaria contro Italia Nostra, colpevole di essersi rivolta ai magistrati del Tar per bloccare la linea C, il terzo braccio della metropolitana di Roma. «Ci costituiamo in giudizio contro il ricorso di Italia Nostra spiega il presidente di Legambiente Roberto Della Seta . Basta divieti. Stiamo col Comune di Roma». La linea C della metropolitana attraverserà il centro storico della capitale. «Sventrerà zone archeologiche e metterà a rischio la stabilità di edifici teme Giovanni De Pascalis, di Italia Nostra . Eppure noi pensiamo che sia necessario realizzarla. Ma non in base al progetto del Comune. Un piano faraonico che prevede due tunnel affiancati di 10 metri di diametro l'uno. Con stazioni lunghe 120 metri e profonde 40. Assolutamente demenziale. Vogliamo bloccare la gara d'appalto». E questa ormai è la loro specialità, replica dall'altro versante ambientalista, Della Seta, leader di Legambiente: «Non fanno altro che creare ostacoli. Hanno una concezione vecchia dell'ambiente». Giovani, militanti della sinistra, quelli di Legambiente considerano gli animatori di Italia Nostra dei signori un po' all'antica, parrucconi privi di una visione moderna. «Non si può dire sempre no sostiene Della Seta . I cambiamenti sono necessari. Se di fronte a ogni innovazione ci si mette di traverso il risultato sarà la paralisi completa». Due concezioni della tutela dell'ambiente in contrasto netto, insanabile. «Loro i moderni, quelli che capiscono la necessità di risolvere i problemi dice il consigliere di Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana . Noi gli antichi, insensibili alle novità. Una bella scusa. Dietro questa facciata di modernismo c'è il vuoto. Legambiente fa solo scena, le lenzuola bianche alle, finestre, la goletta verde. Fumo negli occhi. La realtà è che quelli si sono politicizzati, hanno risorse finanziarie, si alleano coi Comuni e, nel caso dell'energia eolica, vanno a braccetto con gli imprenditori. Non lo nascondono nemmeno». Il risentimento reciproco esplode adesso, ma covava da lungo tempo. Le due associazioni si erano già trovate su fronti opposti nel caso del restauro dell'Ara Pacis a Roma. Italia Nostra critica verso il progetto che impedisce il recupero di antiche banchine sul Tevere, e Legambiente favorevole all'iniziativa voluta dalla giunta di sinistra. Scontro anche per l'auditorium progettato dal Comune di Ravello e a lungo contrastato da Italia Nostra con iniziative giudiziarie. Disaccordo profondo riguardo al restauro del Palazzo Ducale di Urbino, dove Legambiente appoggia il progetto dell'architetto De Carlo, bocciato da Italia Nostra perché troppo invasivo. Ma l'affare suscettibile di provocare la spaccatura definitiva tra gli ecologisti è l'energia eolica. Legambiente la vuole. Gli altri, Italia Nostra, gli Amici della Terra, ne sono terrorizzati. Parlano di un progetto di 15 mila torri a elica distribuite lungo la penisola. «Una catastrofe secondo Ripa di Meana . Una perdita totale del paesaggio». Finora i ricorsi di Italia Nostra al Tar e al Consiglio di Stato per bloccare gli impianti non hanno avuto successo. La motivazione addotta dai magistrati è che l'Italia ha sottoscritto il Protocollo di Kyoto per la riduzione di particelle inquinanti nell'atmosfera. Vanno perciò favorite le energie alternative. In un certo senso la tutela del paesaggio viene dopo. Si profila così uno scontro di valori, su cosa merita attenzione primaria. Italia Nostra nasce nel 1955 a opera di Umberto Zanotti Bianco, grande ambientalista e meridionalista. È la prima organizzazione italiana a difesa dell'ambiente. Oggi è presieduta da Desideria Pasolini dall'Onda, una nobildonna che fu tra i fondatori. Vi appartengono soprattutto uomini della cultura. Ne hanno fatto parte Antonio Cederna e lo scrittore Giorgio Bassani, che ne fu presidente. Verso il governo Berlusconi Italia Nostra è molto critica. Non ha gradito il codice dei Beni culturali e la riforma del ministero voluti da Urbani. Ha avversato il condono edilizio e il progetto di Tremonti di vendere le spiagge. Legambiente è stata fondata nel 1980. E' nata da una costola dell'Arci, sull'onda delle prime mobilitazioni antinucleari. Il presidente è Roberto Della Seta. Conta più di centomila soci che vengono mobilitati per iniziative come «Puliamo il mondo», «Operazione spiagge pulite», «Salvalarte». Si sono scagliati contro le ecomafie, la criminalità organizzata che lucra sullo smaltimento illegale dei rifiuti. In politica Legambiente è legata alla sinistra. L'ex presidente Ermete Realacci oggi è deputato della Margherita. Amici di Legambiente sono Francesco Rutelli e i ds Giovanna Melandri e Walter Veltroni. ROMA Italia Nostra vuole bloccare i lavori per la costruzione della linea C della metropolitana. Legambiente invece approva il progetto del Comune URBINO Legambiente appoggia il progetto di restauro di Giancarlo De Carlo di Palazzo Ducale che prevede la realizzazione di un Osservatorio della città. Assolutamente contraria Italia Nostra che boccia il progetto perché troppo invasivo ENERGIA ALTERNATIVA Lo scontro tra Italia Nostra e Legambiente è anche sull'energia eolica. RAVELLO Il Comune vuole realizzare nella località sulla costiera amalfitana l'auditorium disegnato dal brasiliano Oscar Niemeyer. Legambiente approva, Italia Nostra si oppone.I lavori dovrebbero cominciare il primo luglio.
Legambiente contro Italia Nostra: Siete vecchi
Due delle principali organizzazioni ambientaliste italiane, Italia Nostra e Legambiente, si sono scagliate a vicenda con accuse reciproche. Italia Nostra ha bloccato la gara d'appalto per la costruzione della linea C della metropolitana di Roma, mentre Legambiente ha annunciato di costituirsi in giudizio contro Italia Nostra per aver bloccato il progetto. I due gruppi si sono anche contrapposti su altri progetti, come il restauro del Palazzo Ducale di Urbino e l'energia eolica. Italia Nostra accusa Legambiente di essere "vecchia" e di non capire la necessità di innovazione, mentre Legambiente afferma che Italia Nostra è "insensibile alle novità" e che vuole bloccare tutto.
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