Molto folklore, poco approfondimento storico e l'occhio commercialmente rivolto ai turisti che però non sono arrivati nei numeri previsti. Anzi, è capitato addirittura che in primavera un gruppo di crocieristi francesi giunti a Portoferraio per visitare le residenze napoleoniche, siano dovuti tornare indietro perché quel giorno - era Pasquetta - le ville (causa festa) erano chiuse al pubblico. "Le Figaro" ne fece una notizia da prima pagina. Lo sbarco di Napoleone all'Elba, a Portoferraio il 4 maggio 1814, e la sua partenza alla fine di febbraio del 1815, non possono essere ridotti ad una messa in scena in costumi d'epoca, fra rulli di tamburo, vessilli sventolanti e cortei accompagnati dal pubblico festante. Per carità, un po' di scenografia colorata rappresenta senza dubbio un momento piacevole di festa, ma non si può trasformare Napoleone in una "maschera", in un personaggio da far muovere secondo un'idea di sagra paesana, sul palcoscenico del bicentenario dell'esilio sul suolo elbano, una delle tappe - mai tenuta in gran conto sull'isola - della Route Napoléon. Salvo poi accorgersi che Bonaparte poteva essere il "personaggio" attorno al quale costruire una promozione turistica che in tempi di crisi avrebbe portato - era la convinzione di tutti, sull'isola - nuovi turisti e soldi nelle casse degli operatori e dei Comuni per una volta coalizzatisi per l'evento. Ma forse è stata proprio la mancanza di iniziative di tipo scientifico, a parte la mostra sulla "Tenda di Napoleone", e l'appeal globale da festa paesana, a trasformare la storica occasione in un flop. Che potrebbe ripetersi, visto che nel 2015 si punterà sulla partenza dall'Elba. Senza dimenticare che Villa San Martino e Villa dei Mulini, quest'ultima parzialmente ristrutturata per il bicentenario, da sempre sono musei statali, ma senza risorse tali da poterli far diventare tappa imperdibile, anche per i turisti che passano l'estate in spiaggia. È la storia che giudica Napoleone, le sue strategie, le sue battaglie, il suo potere, nel bene e nel male, "... due volte nella polvere, due volte sull'altar..." scrisse Alessandro Manzoni nell'ode "Il 5 maggio" composta per la morte di Bonaparte in esilio a Sant'Elena, dopo essersi riaffacciato (fuggendo dall'Elba) sulla scena europea per essere definitivamente sconfitto a Waterloo. Eppure ce n'è di materiale da approfondire riguardo al Napoleone "elbano", che ha lasciato la sua impronta nell'amministrazione dell'isola, occupandosi delle strade, delle miniere, dell'agricoltura, dello sviluppo di Portoferraio. Si era autoproclamato imperatore dei francesi, aveva una concezione dittatoriale del potere, ma era, per l'epoca, un "uomo nuovo". Sicuramente da conoscere meglio.