OGGI il varo della riforma dei beni culturali voluta dal ministro Franceschini. Una rivoluzione che azzererà i Poli museali e creerà 20 musei nazionali di eccellenza, fra cui, in Toscana, Uffizi, Accademia, e Bargello, dotati di completa autonomia amministrativa. Agli Uffizi faranno capo Pitti, Boboli e Vasariano, dell'Accademia farà parte il Museo degli strumenti musicali del Cherubini, al Bargello saranno accorpati Cappelle Medicee, Chiesa e museo di Orsanmichele, Palazzo Davanzati e Casa Martelli. Gli altri musei confluiranno nel nuovo Polo museale regionale. QUESTIONE di ore, e dopo molti annunci e infinite polemiche la riforma dei beni culturali voluta dal ministro dei beni culturali Dario Franceschini sta per vedere la luce. E' attesa per oggi, infatti, la firma al testo di legge che rivoluzionerà la geografia dell'amministrazione dei beni culturali a livello sia centrale che territoriale, con l'azzeramento dei Poli museali, e la creazione di 20 musei nazionali di eccellenza, fra cui, in Toscana, Uffizi, Accademia, e Bargello, dotati di completa autonomia amministrativa, e guidati non più da un soprintendente ma da un dirigente (rispettivamente di prima fascia per gli Uffizi, di seconda per gli altri due musei), dotato di specifiche competenze in materia ma da individuare con bando pubblico internazionale. E mentre il ministero sta già acquistando, per l'avviso, gli spazi sull'Economist, le novità trapelano. Si conferma, innanzitutto, che ai super-Uffizi faranno capo anche altri due strutture museali in qualche modo collegate, fisicamente e idealmente, alla Galleria più famosa del mondo: e cioè Palazzo Pitti (con Cappella Palatina, Galleria Palatina e appartamenti monumentali, Museo degli argenti, delle Carrozze e delle Porcellane, Galleria del Costume, Galleria di Arte moderna, il Gabinetto Disegni e stampe, e il giardino di Boboli), e Corridoio Vasariano. Un gigantesco scrigno di «stupefacente bellezza, che finalmente diventa un unico complesso», come Franceschini ribadirà, presentando il decreto, dopo averlo già dichiarato durante la sua recente visita a Firenze. Ancora, dell'Accademia farà parte, con la riforma, il Museo degli strumenti musicali del Conservatorio Cherubini, che si trova proprio accanto alla Galleria famosa per ospitare il David di Michelangelo, mentre al Museo nazionale del Bargello afferiranno, costituendolo di fatto come grande 'polo' della scultura, Cappelle Medicee, Chiesa e museo di Orsanmichele, più Palazzo Davanzati e Museo di Casa Martelli. Tutti gli altri musei, una quarantina in tutto, compresi quelli finora parte dell'(ex) Polo Museale fiorentino, confluiranno nel nuovo Polo museale regionale, che si ritroverà dentro, così, fra gli altri, il Museo di San Marco (che secondo alcuni sarebbe stato meglio, data la collocazione, insieme all'Accademia) e un 'big' come il Museo Archeologico Nazionale. Oltre al Museo Mozzi Bardini, con la galleria, nella nuova struttura amministrativa regionale entreranno quindi ville e giardini (come le ville Pandolfini, Corsini a Castello, Medicea della Petraia, di Poggio a Caiano, e la Sala del Perugino di S.Maria Maddalena de'Pazzi), chiostri (come quello dello Scalzo) e cenacoli (fra cui Fuligno, Andrea del Sarto, Ognissanti, Sant'Apollonia), oltre a altre importanti presenze museali regionali come la Basilica di San Francesco ad Arezzo, la Certosa di Calci, Palazzo Mansi a Lucca.