CHIl'ha detto che quella che va in scena è la solita Storia? Anche il racconto più rappresentato nei secoli, ovvero la Natività, può svelare variazioni sul tema. Tra narrazioni teatrali e statuine misteriose. Fino all'Epifania, con il presepe della Regione Liguria in piazza De Ferrari sotto il porticato inizia un vero e proprio viaggio: dentro un secolo di storia tra Valle Stura, Crevari e le statuine multietniche della parrocchia di Recco. La novità è costituita da due delle sette statuine della Parrocchia di Santa Caterina di Begato ritrovate nel 1970 durante i lavori al tetto della chiesa: nascoste per proteggerle dei saccheggi durante la guerra, sono state ora riportate alla loro bellezza dal laboratorio di restauro della Regione, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici e Etnoantropologici della Liguria. Teste, busti, braccia in legno intagliate, stuccate e dipinte, sono state ritrovate in cassette di legno, ben conservate, e altissime: dai 78 ai 91 centimetri. Sempre dal porticato di De Ferrari si potrà ammirare lo storico "Presepio Meccanizzato" rappresentato dal "Maglietto", l'antica officina dei chiodaroli campesi realizzata nel 1978 da Simone Leoncini. Una raccolta infinita di statuine, natività e presepi in miniatura con oltre 2400 soggetti da diverse parti del mondo compongono invece la collezione di don Antonio Servetto, parroco della Chiesa di San Rocco di Recco: a De Ferrari, la Regione Liguria offre una selezione con tanti pezzi originali. Infine, sabato 27 dicembre alle 15.30, il Museo Diocesano di via Tommaso Reggio propone la visita-spettacolo "Storie di Natale" (intero 10 euro): un percorso che parte dal Presepe in Cartapesta di Marco Laganà, nel Chiostro dei Canonici, per poi rivivere l'emozione dei pellegrini medievali in visita a Betlemme, i racconti sulla Natività tratti dai Vangeli apocrifi e quello dei Re Magi secondo la versione di Marco Polo. Per poi incontrare una monaca del passato intenta a decorare codici miniati e ascoltare la storia del Trasporto della Casa di Loreto di fronte al dipinto di Domenico Fiasella.