Ormai manca soltanto il timbro di Marianna Madia, che da reggente del dicastero per la Funzione Pubblica deve licenziare le nomine di Dario Franceschini, epilogo di un bando interno, che imprimerà il proprio marchio ai Beni culturali. I posti più contesi sono sei, riguardano le direzioni generali, prima fascia, primo ruolo. Senza attendere i risvolti, o conteggiare i delusi, si possono pronosticare caterve di ricorsi. Per il momento, c'è una diffida che l'architetto Francesco Prosperetti ha inviato a Franceschini (acclusi i suoi titoli), saputa la rocambolesca esclusione, ne è seguito un appello di intellettuali con le firme che iniziano con quelle di Achille Bonito Oliva e Domenico De Masi. Prosperetti racconta di aver ricevuto una chiamata lunedì mattina dal gabinetto del Mibact, era un modo cortese per anticipare l'incarico per l'Arte e l'Architettura Contemporanea e per sollecitare l'invio dei documenti necessari. Dopo pochi minuti, scrive l'avvocato di Prosperetti, ecco una seconda telefonata che, di fatto, annulla la precedente. Nel frattempo, il ministero pare aver indicato Federica Galloni a scapito di Prosperetti , una donna molto conosciuta a Roma e molto relazionata col centrodestra, che ha fatto carriera durante i governi di Silvio Berlusconi. Oltre ad autorizzare la costruzione di un ascensore al Vittoriano di Piazza Venezia, da sovrintendente ai beni architettonici e paesaggio di Roma dell'allora Mibac, sei anni fa, indebolì il vincolo sul Velodromo minato e demolito in fretta. Con l'addio a un simbolo capitolino non si è evitata la diffusione delle pericolosissime polveri di amianto nel quartiere romano dell'Eur. Il danno ambientale e l'inquinamento hanno provocato un'inchiesta della Procura, il Comune di Roma si è costituto parte civile. Sempre in quegli anni, la Galloni fu scelta da Diego Anemone, l'imprenditore della Cricca, per progettare una ristrutturazione di un appartamento di Propanda Fide che fu ceduto in affitto a Luciano Marchetti, suo diretto superiore al ministero e poi coinvolto nell'inchiesta sugli appalti per il terremoto aquilano. Per le tanto ambite poltrone, Franceschini ha utilizzato il metro democristiano, ha cercato di accontentare destra e sinistra e poi ha eliminato le figure scomode. Come Anna Maria Buzzi, sorella di Salvatore, il braccio sinistro di Mafia Capitale. Il fratello è stato beccato al telefono mentre si prodigava per aiutare la nipote in gara per un concorso pubblico. Nonostante il fatto non abbia conseguenze giudiziarie, Franceschini ha fermato la Buzzi che sembrava destinata a dirigere i Musei; poi è stato scelto Ugo Soragni. Fuori anche Carla Di Francesco, amica del ministro, che paga l'avviso di garanzia per abuso d'ufficio per degli incarichi affidati al compagno per il restauro di immobili di pregio dopo il terremoto in Emilia. Al vertice di Educazione e Ricerca, dunque, ci va Caterina Bon di Valsassina. Gino Famiglietti, vicino a Salvatore Settis, ex sovrintendente in Molise, si occuperà di Archeologia. Francesco Scoppola, figlio di Pietro, va al Paesaggio. Non toccati dalla riforma, Nicola Borrelli (Cinema), Salvo Nastasi (Spettacolo) e Onofrio Cutaia (Turismo), possono restare tranquilli sino a scadenza di mandato. Meno il ministero, che sarà sotterrato dalle carte bollate.
Nomine e ricorsi, è guerra al Mibact
Il ministro per la Funzione Pubblica Marianna Madia sta per licenziare le nomine di Dario Franceschini, che ha gestito il bando per i Beni culturali. I posti più contesi sono sei direzioni generali, primo ruolo. Francesco Prosperetti, architetto, ha inviato una diffida a Franceschini, seguito da un appello di intellettuali. Prosperetti era stato indicato a scapito di Galloni, una donna molto conosciuta a Roma e relazionata con il centrodestra. La Galloni ha fatto carriera durante i governi di Silvio Berlusconi e ha indebolito il vincolo sul Velodromo minato e demolito in fretta.
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