Ma perché la Galleria di Milano ha il pavimento rotto in molte parti, ficco di crepe in altre e in alcuni punti sembra addirittura in stato di degrado? Non è forse vero che l'anno scorso l'amministrazione comunale, dopo la denuncia del Corriere della Sera, aveva promesso di porre rimedio a questo stato di cose? Le domande che abbiamo scritto non sono una nostra iniziativa ma ci sono state rivolte da un vecchio milanese che sovente ama passeggiare in Galleria, anche se ricorda «che non l'ho mai vista tanto male». Chi scrive non è titolato a disquisire su questo argomento, ma può assicurare il lettore che quattro passi li ha fatti a sua volta e i mosaici lacerati, i buchi nell'Ottagono (causati anche dalle strutture provvisorie fissate a terra per le manifestazioni), le crepe nei marmi e altre cosucce le ha notate. E l'attuale situazione è più conosciuta di quel che sembra, proprio perché la Galleria continua a essere un punto di ritrovo. Non faremo una polemica spicciola, né chiederemo all'assessore competente perché dopo tanto tempo non c'è ancora una copertura finanziaria per questi lavori ci limitiamo a notare che la Galleria e i portici di piazza Duomo (anche loro non sono ben ridotti) costituiscono il salotto di Milano e una delle prime parti della città che i turisti visitano. Presentarli in condizioni fatiscenti non è dignitoso né per gli stranieri, né per gli stessi milanesi. Già soffriamo per il degrado estetico rappresentato dalle scritte sui muri (battaglia che non è mai stata vinta contro gli imbrattatori) e per quanto succede proprio nelle zone limitrofe al Duomo: continuano le cucine da campo con i relativi odori, si vedono al mattino i resti dei bisogni corporei espletati dovechessia, né mancano contenitori di birra e altro che provano come la zona di notte sia tra le preferite dagli ubriachi. Ora, il pavimento della Galleria e dei portici in queste condizioni ci sembra la naturale conseguenza di un triste stato di cose, anzi una sorta di tacito consenso per quanto succede. Non è una situazione irrimediabile. Senza fare della sociologia spicciola, crediamo che si possa far rivivere il salotto di Milano senza particolari sforzi. Si può cominciare concedendo spazio a quelle attività che combattono il degrado, si può finire con i necessari lavori alla pavimentazione, La quale, se si presentasse senza buchi e crepe, non invoglierebbe alcuni incivili ad aggiungere la loro pipì. Non sono grandi progetti, ma prima o poi bisognerebbe realizzarli. E questo è forse il vero problema.
La galleria dimenticata
La Galleria di Milano è in uno stato di degrado, con pavimento rotto, crepe e mosaici lacerati. Nonostante le promesse dell'amministrazione comunale di porre rimedio a questo stato di cose dopo la denuncia del Corriere della Sera, la situazione non è cambiata. La Galleria è un punto di ritrovo importante per i turisti e per i milanesi, e presentarsi in condizioni fatiscenti non è dignitoso. Il degrado estetico è un problema più ampio, con scritte sui muri e problemi di igiene nelle zone limitrofe al Duomo. Si può fare rivivere il salotto di Milano concedendo spazio alle attività che combattono il degrado e realizzando lavori alla pavimentazione.
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