Il suo santino elettorale, data 2013, aveva una foto e due parole: «Si può». Massimo Minini è diventato presidente di Brescia Musei il 28 maggio: carica cui puntava dalle elezioni amministrative dell'anno scorso. Le polemiche sono saltate fuori ancor prima della nomina: è un gallerista tra i più noti al mondo, dicevano i detrattori, c'è in ballo un conflitto d'interessi. Finora, in Santa Giulia, non ha portato nemmeno uno dei suoi artisti: il suo obiettivo numero uno, al momento, è riaprire la Pinacoteca Tosio Martinengo. Portare il contemporaneo in museo è ancora un'ossessione del presidente: rimandata causa budget. Tra i successi dell'anno, le due mostre-dossier sul Rinascimento. Le sfide future: il contratto di servizio della fondazione e il rilancio del Castello. La sua politica: poche esposizioni ma buone e nessuna opera in prestito durante Expo. L'ha dichiarato in una delle sue uscite pubbliche: più rare, da quando Luigi Di Corato è diventato direttore.