Ferdinando De Simone Architetto Caro direttore, la pedana antisismica «in fase di studio avanzato da parte della Galleria dell'Accademia» che sarà finanziata dal ministero dei Beni Culturali, non servirà a proteggere il David di Michelangelo dai terremoti. Potrà forse ridurre le scosse telluriche sotto il basamento,ma non potrà impedire che il soffitto (il cupolino) della Tribuna del David crolli sulla statua. Sia l'Accademia che gli Uffizi, infatti, non hanno una vera struttura antisismica. Io ho proposto al Comune ed alla Regione, la realizzazione di un nuovo museo antisismico dove trasferire tutte le opere d'arte di incommensurabile valore per la cultura universale. Sarebbero collocate, come consigliava Benedetto Croce,in modo da permettere ad i visitatori di avere le stesse possibilità di percezione visiva,che gli artisti hanno pensato,durante la creazione delle opere. Un museo, secondo le teorie di Carlo Ludovico Ragghianti,(sono stato suo allievo) deve permettere nelle proprie sale espositive,delle visuali uniche e multiple delle opere,collocate nei modi più consoni alle loro specifiche esigenze spazio-temporali di visibilità,e presentate al pubblico nella loro originaria modalità di contemplazione. Ragghianti mi raccomandava di non dimenticare che,negli allestimenti e progetti museali , bisognava cercare di evitare il fenomeno dell'«attraversamento carovaniero» come al Louvre. Un gruppo di ricercatori dell'Istituto Igg-Cnr (Geoscienze e Georisorse del Consiglio Nazionale delle Ricerche), e dell'Università degli Studi di Firenze, dopo aver eseguito alcuni studi ed analisi sulle caviglie del David di Michelangelo,per individuare le cause che provocano le microfratture ,hanno dichiarato che: «in particolare,i risultati suggeriscono come sia la stabilità,sia le caratteristiche della deformazione del David,siano principalmente dovute all'inclinazione della statua». Quindi anche le vibrazioni provocate dal traffico automobilistico nelle zone limitrofe,e dai visitatori facendo oscillare la statua,aumentano l'inclinazione,e contribuiscono a minarne la stabilità.Per fortuna a queste vibrazioni non si sono aggiunte quelle provocate dalla talpa che doveva scavare i tunnel della Tav. Se nel 2004 avessero ascoltato i miei suggerimenti,facendo avvicinare i visitatori alla statua in fila indiana così come fanno nell'attesa fuori dalla Galleria dell'Accademia e non in gruppi di sessanta persone per volta,forse oggi ci sarebbero meno microcrepe nelle caviglie. Un gruppo di sessanta persone, equivalente ad un peso concentrato di circa 4,5 tonnellate, che si avvicina e si allontana rapidamente dalla statua per molte volte al giorno, provoca infatti ulteriori oscillazioni nocive alle caviglie del David. Anche per questi motivi ho proposto alla Regione Toscana nel 2008 e due anni fa al Comune di Firenze, la realizzazione di un nuovo museo per: ridurre le vibrazioni, proteggere il capolavoro di Michelangelo dalle scosse sismiche, e permettere ai visitatori di osservare il David da tutti i punti di vista pensati da Michelangelo durante la creazione dell'opera,come aveva scritto il mio Maestro,Carlo Ludovico Ragghianti.
Museo sotto terra per salvare il David (e vi spiego perchè)
Il direttore dell'Accademia, Ferdinando De Simone, ha espresso preoccupazioni sulla pedana antisismica in fase di studio per proteggere il David di Michelangelo dai terremoti. Tuttavia, la pedana non potrà impedire che il soffitto della Tribuna del David crolli sulla statua. De Simone ha proposto la realizzazione di un nuovo museo antisismico per trasferire le opere d'arte di incommensurabile valore e permettere ai visitatori di avere le stesse possibilità di percezione visiva degli artisti. Un gruppo di ricercatori ha eseguito studi e analisi sulle caviglie del David e ha dichiarato che l'inclinazione della statua è la principale causa delle microfratture.
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