La villa Lanzara è uno dei quattro «tesori nascosti» di Nocera Superiore Persino gli interruttori della luce e i rubinetti dei bagni sono di prima della guerra. E gli ottocenteschi arredi della sala da pranzo, del biliardo e della biblioteca sarebbero stati ideale scenario per un film di Luchino Visconti. Altro «tesoro» nocerino, ben più vetusto, è il teatro ellenistico costruito ventidue secoli fa. L'antica città sannita di Nuceria Alfaterna copriva un'area doppia di quella di Pompei. E il suo teatro, ricostruito e ingrandito sotto il regno di Augusto (o di Tiberio), era una meraviglia. Aveva, pensate, il pavimento dell'orchestra lastricato di porfido e alabastro. Poi dopo la caduta dell'Impero fu usato come cava di marmi, ed oggi si trova in uno stato d'abbandono. Nessuno va a vederlo. Il cancello d'ingresso è chiuso. E il numero telefonico che dovrebbe fare da «apriti sesamo» squilla a vuoto. La bellezza e la capacità evocativa di quelle romantiche rovine pur coperte di rovi ed erbacce ma circondate da un paesaggio agreste che avrebbe incantato Norman Douglas, mette in evidenza tutta l'ottusità dello sciagurato «restauro» del teatro grande di Pompei, cementificato per renderlo fruibile. Pure la necropoli nocerina di Pizzone, d'età tardo repubblicana e tornata casualmente alla luce una ventina d'anni fa, merita d'essere visitata. Si trova in campagna, lungo i bordi dell'antica strada che si dirigeva verso Salerno. Dei sette sepolcri finora esplorati, tre sono visibili. Uno di essi, quello della gens Numisia, ha una forma a tamburo che ricorda, in piccolo, il mausoleo romano di Augusto. Un altro, chiamato «la tomba del calzolaio», scavato nel 1997 da Marisa de' Spagnolis, contiene, oltre a tre sarcofagi (di cui uno rinvenuto integro e sigillato) un divertente affresco raffigurante uno scarparo al lavoro. Il battistero di Santa Maria Maggiore risalente al sesto secolo dopo Cristo è il «tesoro» più facilmente accessibile. Anche se privo d'un orario d'apertura fisso, è affidato alla buona volontà d'un cortese custode (telefono 081931528). Ispirato al mausoleo romano di Santa Costanza, lascia intravedere ad un livello inferiore i pavimenti in mosaico d'un preesistente edificio romano. La grandiosa cupola è sorretta da un doppio colonnato circolare. La scelta di materiali provenienti da monumenti antichi diversi, colonne ineguali e capitelli uno differente dall'altro, anticipa un gusto che più tardi caratterizzerà l'architettura romanica. La grande vasca centrale larga circa sei metri ci riconduce all'alba della liturgia cristiana. Con un po' di fantasia si possono immaginare i catecumeni che vi s'immergono per ricevere il battesimo. Ma torniamo alla villa Lanzara e al suo giardino all'inglese, ove il disordine si trasforma, quasi per arte magica, in armonia. Le camelie secolari convivono con le querce maestose. E gli esotici pini himalayani dialogano amabilmente con le washingtonia che cercano di raggiungere il cielo. Dal laghetto, per raggiungere la quiete ombrosa della coffe-house , piccolo edificio in stile Regency coperto d'edera e rivestito all'interno da maioliche Giustiniani, si procede lungo un sentiero tortuoso, camminando su una trama di fantastici bagliori. Disegni che non si preoccupano d'essere calpestati. Tanto a tracciarli nuovamente sul terreno saranno i raggi di sole che filtrano tra le fronde. Questa bella villa-museo nocerina ha la fortuna d'appartenere ad una dama sensibile e colta come la nobildonna Cettina Lanzara Calabria. La quale, oltre ad essere stata a lungo presidente della sezione campana dell'Associazione Dimore Storiche Italiane, scrisse anni fa un libro intitolato Ho visto i giorni passare . Un commovente album della memoria dove si susseguono immagini ingiallite. Partendo dall'epoca in cui l'autrice, bambina, abitava a Roma. E, ai giardini di Villa Borghese, l'istitutrice francese le leggeva brani dell'Andromaque e dell'Iphigenie di Racine. E poi le nozze a Roquebrune della principessa Anna di Borbone, con la presenza dell'ex re Umberto di Savoia che riceveva sulla pelouse gli italiani venuti ad ossequiarlo. Le serate a bordo dello yacht Britannia , in occasione del soggiorno a Napoli della regina Elisabetta d'Inghilterra. La visita alla sbalorditiva collezione di antichi collari per cani nel castello inglese di Leeds. A Cettina Lanzara, che ha appena compiuto il centesimo compleanno, e che il 17 gennaio sarà festeggiata dagli amici napoletani al Circolo Nazionale dell'Unione, i nostri auguri affettuosi. Insieme alla gratitudine per averci insegnato come si possano conservare intatte, malgrado il passare degli anni, la curiosità, la passione per le cose belle e la gioia di vivere.
Dalla necropoli al battistero i tesori nascosti di Nocera Inferiore
La villa Lanzara di Nocera Superiore è un tesoro nascosto con arredi ottocenteschi e interruttori della luce e dei rubinetti dei bagni di prima della guerra. Il teatro ellenistico di Nuceria Alfaterna, antica città sannita, è stato ricostruito e ingrandito sotto il regno di Augusto e oggi è in uno stato d'abbandono. La necropoli nocerina di Pizzone, d'età tardo repubblicana, è stata scoperta casualmente e merita di essere visitata. Il battistero di Santa Maria Maggiore, risalente al sesto secolo, è il tesoro più facilmente accessibile e presenta pavimenti in mosaico d'un preesistente edificio romano.
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