Dopo due udienze, la sentenza è attesa entro un mese (ma una data certa ancora non c'è). A giudici del Tar Italia Nostra ha chiesto di annullare l'emendamento del capogruppo del Pdl Carlo Acerbi, che aveva ripescato le osservazioni dell'immobiliare Victoria srl (già bocciate dagli uffici tecnici del Comune), correggendo così il Piano di governo del territorio approvato il 21 novembre 2012. E spianando la strada al supermercato Esselunga a Porta Cerese con il raddoppio dell'indice edificatorio, da 0,3 a 0,6 rispetto al Pgt adottato a giugno. Sorpresa. La lettera del sovrintendente Andrea Alberti spunta dal cilindro del ricorso di Italia Nostra al Tar di Brescia. Contro l'emendamento che ha "corretto" il Piano di governo del territorio, spianando la strada al supermercato Esselunga a Porta Cerese. Secondo i desideri del privato, già frustrati dagli uffici tecnici del Comune. Datata 28 gennaio 2014 e indirizzata al ministero dei Beni e le attività culturali, la lettera di Alberti affronta una questione altra rispetto al tema del ricorso. Ma nel groviglio di Esselunga ogni filo è intrecciato agli altri. Lamenta e denuncia il sovrintendente ai beni architettonici e paesaggistici che il Comune ha violato l'articolo 2 dell'intesa Unesco. Accordo che, nel caso della trasformazione di un'area sensibile come quella attorno a Palazzo Te, prevede una soluzione condivisa da parte di tutti i soggetti firmatari. Unesco, ministero, sovrintendenza, direzione regionale dei beni culturali, Regione, Provincia, Comuni di Mantova e Sabbioneta. Peccato che lo spirito dell'intesa sia stato rovesciato, e il coinvolgimento largo sia scattato in coda all'approvazione del Pgt (il sindaco Nicola Sodano è stato convocato a Roma il 3 dicembre). Dopo un esposto di Italia Nostra all'Unesco. Vero, la violazione dell'intesa non prevede strascichi legali ma potrebbe mettere a rischio il titolo di "patrimonio dell'umanità". Non solo, nella stessa lettera, Alberti scrive anche che tutta l'area intorno a Palazzo Te dovrebbe essere oggetto di una trasformazione radicale per «ridare dignità e valorizzare il complesso monumentale». Insomma, occorrerebbe un processo organico di riordino, attraverso un parco che restituisse equilibrio all'area. Per sottrazione, quindi, non per aggiunta. È la stessa posizione (di merito) di Italia Nostra, che davanti al Tar sta conducendo invece una battaglia di metodo, in punta di diritto. L'udienza di ieri - la seconda e ultima, dopo quella dello scorso 4 giugno - ha ruotato attorno ai documenti che i giudici avevano chiesto al Comune per farsi un'idea più nitida del caso in esame. Sono state messe in fila e sovrapposte tre "fotografie" dell'area di Porta Cerese: quella attuale, quella scattata dal Pgt adottato l'11 giugno 2012 e quella autorizzata dal Pgt approvato il 21 novembre 2012. L'emendamento della discordia ripescava le osservazioni dell'immobiliare Victoria srl, decisa a ottenere il raddoppio dell'indice edificatorio da 0,3 a 0,6. Il presidente della sezione provinciale di Italia Nostra, Sergio Cordibella, non azzarda previsioni per rispetto dell'autonomia dei giudici. Ma è «fiducioso che le nostre ragioni siano riconosciute».
MANTOVA - Esselunga, Alberti accusa Violata l'intesa Unesco
Il Tar di Brescia sta ascoltando il ricorso di Italia Nostra contro l'emendamento del Pdl che ha corretto il Piano di governo del territorio approvato nel 2012. L'emendamento ha ripescato le osservazioni dell'immobiliare Victoria srl, che chiedeva il raddoppio dell'indice edificatorio per la costruzione del supermercato Esselunga a Porta Cerese. La sentenza è attesa entro un mese. Il sovrintendente Andrea Alberti ha denunciato il Comune per aver violato l'intesa Unesco, che prevede una soluzione condivisa per la trasformazione di un'area sensibile come quella attorno a Palazzo Te. La violazione dell'intesa potrebbe mettere a rischio il titolo di "patrimonio dell'umanità".
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