LA PRIMA, DIPENDERA' DA ROMA, LA SECONDA DA UN POLO MUSEALE DI BOLOGNA La Biblioteca Palatina, declassata dal ministero per i Beni culturali, perderà la sua direttrice Sabina Magrini. Anche la Galleria Nazionale dovrà dire addio alla guida di Mariella Utili, sovrintendente per i Beni storico artistici. "Tutta colpa" dei tagli del governo, che prevedono per la Palatina un declassamento e la "sottomissione" a Roma, la seconda confluirà in un grande polo museale regionale con sede a Bologna. Mostre, conferenze, presentazioni di libri, concerti, addio, il dado è tratto: un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri ha ufficializzato alcuni giorni fa un piano di riorganizzazione all'insegna della spending review, presentato dal ministro da Dario Franceschini, penalizzerà moltissime istituzioni (biblioteche, musei e archivi) in tutt'Italia. Comprese quelle di Parma. PRONTA LA RISPOSTA DEL SINDACO PIZZAROTTI. ECCOLA: "Non sono per nulla chiari i criteri decisionali che porteranno all'individuazione in ambito regionale delle sedi dirigenziali di prima e di seconda fascia delle Biblioteche, delle soprintendenze Belle Arti e Paesaggio, con il relativo rischio di un progressivo decentramento e sradicamento di gran parte del patrimonio artistico e culturale di Parma dalla propria realtà". Così il sindaco Pizzarotti a novembre scrisse al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, aggiungendo che non ci si poteva permettere in alcun modo un errore grave come quello di declassare la Biblioteca Palatina e la Galleria Nazionale, centralizzando poteri e interessi a Bologna o a Roma. "Per questo motivo scriveva il sindaco nella lettera chiediamo al Ministero un tavolo di confronto in grado di fare chiarezza sulla Riforma e, soprattutto, con la possibilità di contribuire attraverso nuove e più proficue proposte, al fine di fare del nostro patrimonio storico, artistico e culturale un punto di riferimento e di aggregazione, e non un centro di semplificazione che non tiene conto della storia e della vicinanza col territorio". Perplessità sul silenzio dei parlamentari parmigiani: per Roma con la cultura non si mangia Oggi, invece, la notizia del decreto, incontrovertibile e inappellabile. "Il punto fa sapere Pizzarotti è che da Roma smantellano pezzo dopo pezzo le ricchezze dei Comuni. Questo governo sta applicando una riorganizzazione insensata, sia amministrativa che economica, che non tiene conto del territorio e delle sue ricchezze. Mi rende perplesso il silenzio dei parlamentari parmigiani, che non possono permettere tutto questo senza battere ciglio su decisioni così inspiegabili. Come avrebbero potuto impegnarsi per far sì che il Festival Verdi venisse finanziato a livello ministeriale. Siamo patria del compositore italiano più conosciuto nel mondo ma non disponiamo di un finanziamento annuale per il suo Festival. L'Italia conclude Pizzarotti dimostra ancora una volta che con la cultura non si mangia. Alla faccia della nostra città, che di cultura e di storia vive e prospera".