Il 26 settembre del 1997 un terremoto di magnitudo 6,1 colpì l'Umbria e le Marche. In verità la crisi tellurica era iniziata da tempo a partire dalla primavera dello stesso anno. Molti comuni delle Marche e dell'Umbria riportarono seri danni, tra essi Camerino, Fabriano, Serravalle di Chienti, Nocera Umbra, Preci, Sellano, Foligno e Assisi. Il piccolo borgo di Postignano, frazione di Sellano, già colpito da eventi nefasti: l'emigrazione del dopo guerra, un pericoloso smottamento che obbliga le ultime famiglie ad abbandonarlo definitivamente, rischia di essere travolto dall'abbandono, anche se a quell'epoca si andavano consolidando fondate speranze di ricostruzione. Infatti nel 1992 l'architetto Gennaro Matacena, passeggiando per le rovine del borgo, si innamora della sua struggente bellezza, coinvolge il collega Matteo Scaramella, acquista l'intero borgo col proposito di iniziare un immenso restauro. Arriva però il terremoto, le strutture già labili, risultano ora seriamente compromesse, per circa dieci anni iniziative e progetti rimangono sospesi. Ma nel 2007 il restauro riparte, Matacena e Scaramella costituiscono una società, la "Mirto" srl. La SOpRINTENDENZA offre una significativa collaborazione, favorendo il lavoro di una squadra di tredici instancabili restauratori. Risultato sono state ultimate 60 nuove abitazioni, che circondano una splendida torre e la pieve. E' rinato l'antico borgo medievale, ricostruito con criteri antisismici e avendo utilizzato, per la maggior parte, materiali originali. Ritorna a splendere questo gioiello architettonico in tutto il suo fulgore tanto d'aver meritato la riproduzione delle sue bellissime case-torri sulla copertina del libro "Italian Hilltowns" dell'architetto americano Norman F. Carver che peraltro ha definito Postignano «l'archetipo dei borghi collinari italiani». Il lavoro di restauro ha consentito di portare alla luce delle opere pregevoli. Nella chiesetta della Santissima Annunziata è stato riportato alla luce il "Martirio di San Lorenzo", attribuito a Simone De Magistris (1538 - 1613), ed è emerso un altro affresco con una Crocifissione del 1400. Stradette, scalinate, porticati offrono scorci suggestivi e contribuiscono ad attrarre i visitatori. Dieci abitazioni sono state già vendute e tante altre invitano ad un soggiorno a misura d'uomo. Non mancano degli appartamenti a disponibilità diffusa, 12 residenze in tutto, e perfino una trattoria, "La Casa rosa", per venire incontro alle esigenze dei turisti. E per fugare il sospetto che il Castello di Postignano non nasce per una semplice operazione immobiliare ma per vivificare un agglomerato che è davvero un'opera d'arte, è il caso di parlare degli spazi dedicati alla cultura: una sala conferenze, una biblioteca e la già ricordata chiesa della Santissima Annunziata che oltre ad essere luogo di culto ospita eventi culturali. A tal proposito ci piace ricordare la 3 edizione della manifestazione culturale "Un Castello all'orizzonte", svoltasi da giugno ad ottobre di quest'anno, che oltre ad una programmazione ricchissima di concerti di musica classica e contemporanea, mostre di pitture e fotografia, con la partecipazione di artisti di fama mondiale, ha dedicato un adeguato spazio alla "Biga di Monteleone di Spoleto", illustrando la storia del suo restauro ed esponendo nella Chiesa della Santissima Annunziata una copia della biga, realizzata dagli allievi della Scuola d'Arte di Giacomo Manzù. Il borgo di Postignano è rinato, giungendo fino a noi dal IX secolo d. C. 21122014