ANCORA un no al cambio di destinazione d'uso per l'ex cinema Metropolitan di via del Corso. Stavolta a mettersi di traverso contro la trasformazione in mini shopping center è stata la commissione Cultura del consiglio comunale. «Un altro passo in avanti nella battaglia per la sopravvivenza del Cinema Metropolitan » dicono Guido Staffieri e Andrea Orsini, coordinatore e responsabile Cultura dei Giovani Democratici Roma, che si dicono «al fianco dell'amministrazione per fare in modo che gli spazi della cultura aumentino invece che scomparire. noicisiamo». Staffieri e Orsini ricordano poi che in precedenza era stata la commissione Commercio a bocciare la delibera che invece era stata approvata dalla giunta a luglio. «Quella delibera - spiega Gianluca Peciola, capogruppo di Sel in aula Giulio Cesare - com'è passata in giunta non sarà mai calendarizzata, non arriverà in aula Giulio Cesare. Vogliamo salvare il cinema Metropolitan, che non può diventare un centro commerciale. Si rischia di depauperare ancora la cultura a Roma, e per questo abbiamo scritto al ministro Franceschini, chiedendogli di intervenire includendo il Metropolitan nell'elenco dei cinema storici, come accaduto per il cinema America». Il ministro non ha ancora risposto all'appello, ma se arrivasse il suo sì all'inserimento, sarebbe davvero più difficile trasformare il Metropolitan, che fu aperto nel 1911 col nome di Cinema Teatro America, quando via del Corso si chiamava ancora Umberto I. Il progetto approvato dalla giunta prevede che dei 2.200 metri quadrati chiusi al pubblico dal luglio 2010, 1850 siano destinati a negozi, 50 vadano agli uffici e circa 300 restino destinati a sala cinematografica. Per le gli stessi negozi l'unica condizione posta dal Comune è che non superino i 250 metri quadrati di spazio. Per il Comune ballano 6 milioni e 748 mila euro dei oneri concessori, che arriveranno soltanto se la trasformazione andrà a buon fine. Ma questa possibilità sembra sempre più lontana, e Peciola insiste: «Quella delibera così com'è adesso non passerà».