PALAZZO Vivarelli Colonna «svenduto per una cifra irrisoria », come denuncia lo storico dell'arte Tomaso Montanari ieri su Repubblica? Dodici milioni di euro sarebbero una cifra ridicola «se comparata a qualsiasi parametro di mercato» e la politica di dismissioni del sindaco Dario Nardella sarebbe una «perversa involuzione» nell'uso dei beni pubblici salutata come «percorso virtuoso »? «Sbagliato e falso», ribatte da Palazzo Vecchio l'assessora all'Urbanistica e al patrimonio Elisabetta Meucci. E non solo perché la cifra a cui il Comune sta per cedere il seicentesco palazzo di via Ghibellina alla Cassa depositi e prestiti è «più che congrua», ma anche perché l'idea che sta dietro all'alienazione straordinaria dell'immobile «è più che virtuosa», rivendica Meucci: «Avremmo potuto non vendere il Palazzo Vivarelli Colonna, ma l'anno prossimo non avremmo potuto rifare decine di scuole e di strade. I soldi pubblici sono finiti e noi troviamo molto di sinistra difendere il futuro dei nostri figli e la fruizione sicura degli spazi urbani». E' la guerra «Florence Real Estate». Lo scontro sulla politica delle dismissioni immobiliari di Palazzo Vecchio riaccesa dall'articolo denuncia di Montanari sul caso di villa Tolomei e quello del Palazzo Vivarelli Colonna, che il Comune sta per vendere alla società partecipata dal Tesoro. Non l'unico bene all'asta del Comune. E anche se non siamo ai 180 milioni di euro di alienazioni teorizzati (e poi mai fatti) dalla giunta Renzi nel 2010, per lo storico dell'arte è lo stesso principio della condanna «all'esclusività» dei beni culturali nati per la fruizione collettiva a finire in discussione. Meucci non ci sta. Non parla di villa Tolomei, operazione gestita dal Demanio. E' sul Palazzo Vivarelli che contrattacca: «Assurdo sentir parlare di svendita dal momento che la Cassa depositi e prestiti ci ha formulato un'offerta d'acquisto, 12 milioni, che corrisponde esattamente alla cifra che i nostri tecnici avevano stimato come congrua per una vendita che avveniva oggi, dicembre 2014, col mercato immobiliare attuale e dopo 3 aste e una procedura negoziata andate deserte», spiega la responsabile "gioielli di famiglia" del Comune. «Proprio per non svendere abbiamo rifiutato l'offerta ricevuta per villa di Rusciano, che abbiamo giudicato troppo bassa». Ma non solo: «E' falso anche dire che l'amministrazione Nardella vuole alienare il patrimonio secolare della città: in realtà il Palazzo Vivarelli Colonna è nell'elenco dei beni alienabili da anni, addirittura ne fu prevista la cessione ai tempi dei primi accordi con le Ferrovie per la costruzione del nuovo teatro dell'Opera, quando c'era la giunta Domenici. Inoltre il Comune sta rispondendo ad una norma nazionale che vede la Cassa depositi e prestiti impegnata per comprare beni degli enti locali da destinare alla valorizzazione per ridurre il debito pubblico ».