Oggi via al decreto sull'ufficio speciale per la Pinacoteca Bandera: "Speriamo nella svolta" OGGIal ministero dei Beni culturali verrà firmato il "decreto musei" e tra i 18 uffici speciali che verranno istituiti per gestire i siti artistici più importanti c'è anche quello della Pinacoteca di Brera. Dove da mesi si parla dell'arrivo di un manager che dovrà trasformare il museo in una specie di "Brera spa": una rivoluzione gestionale che ha l'obiettivo di valorizzare economicamente le capacità attrattive della galleria. In altri termini, farci più soldi. Più visitatori e più servizi: cataloghi, libri, bar, ristoranti, guide. In tempi di tagli è il ragionamento del ministro Dario Franceschini non ci sono altri modi per finanziarsi. I nodi sul tappeto però sono numerosi, non basterà la mentalità imprenditoriale di un singolo per riorganizzare la Pinacoteca. «La necessità di un cambiamento c'è tutta, ma è comprensibile anche il disorientamento e in certi casi il panico di chi lavora qui dentro, è difficile dare il massimo sentendosi in bilico e non potendo progettare sul lungo termine», spiega la direttrice Sandrina Bandera. Tra custodi e impiegati 140 persone in tutto. Il fatto è che ad oggi è impossibile quantificare se un museo come Brera è in attivo o in perdita: i ricavi dei biglietti, ad esempio, andranno direttamente nel bilancio locale dal 2015. E poi per contenere i costi servirebbero investimenti, anche se sembra un controsenso. Altro esempio? Nell'arco di un anno per acqua, luce e gas Brera spende 1,2 milioni di euro. Cifra monstre anche perché per l'impianto di climatizzazione (fondamentale per lo stato di salute delle opere) viene utilizzata l'acqua potabile. Per passare alla meno dispendiosa non potabile, servono 350mila euro di lavori. «Li chiediamo da anni, senza risultato », dice Bandera. Incertezze e punti interrogativi che, con Expo alle porte, non aiutano Oltretutto da Roma non è arrivato un euro in più per l'organizzazione di un'offerta culturale che, in concomitanza dell'evento, deve necessariamente avere una marcia in più. «Però stiamo facendo il possibile, anche a livello di mentalità, da almeno due anni a questa parte, investendo sulla trasparenza dei bilanci e sul rapporto coi privati», ragiona la direttrice. Sul fronte "diversificazione dell'offerta" idem: entro maggio si dovrebbe riuscire ad aprire un piccolo bar nel chiostro. Per un locale vero non ci sono gli spazi, il ristorante lanciato negli anni '90 venne chiuso per motivi di igiene. A breve, comunque, sarà pubblicato il bando per la ricerca della nuova figura manageriale. E la "uscente" Bandera ha tutta l'intenzione di partecipare al concorso.