Tutele all'agricoltura e restauro delle ville storiche. Progetti per oltre 100 milioni di euro Istituzioni e agricoltori insieme in un patto per la difesa del suolo, un «piano d'azione » che si declina in 13o progetti, ha un costo di 106 milioni e punta al recupero del territorio agricolo e alla riqualificazione dell'equilibrio idraulico. Era il secolo XII quando Bernardo da Chiaravalle iniziò a costruire il complesso monastico a cinque chilometri da Porta Romana, in una zona paludosa che i monaci bonificarono. L'Abbazia ospitò da subito un mulino che divenne strategico per quelle campagne insieme alle opere idrauliche che consentivano alla comunità il controllo delle acque. E quel mulino tornerà ora a funzionare, grazie alla sistemazione del corso d'acqua che lo alimenta. È questo uno dei 130 progetti per rafforzare i sistemi rurali contenuti nell'«Accordo quadro di Sviluppo territoriale» tra Comune, Provincia, Regione Lombardia e i quattro distretti agricoli dell'area metropolitana. Progetti, non visioni, come spiega Andrea Falappi, presidente del «Dam» (Distretto agricolo milanese) che riunisce una sessantina di aziende agricole: «Chi ha sottoscritto il piano d'azione si impegna a portare avanti progetti per una nuova ruralizzazione, per il mantenimento dell'agricoltura, a lungo confinata in spazi residuali». Il costo del piano d'azione è stimato in 106 milioni di euro e declina il concetto di recupero del mondo agricolo, considerato oggi un'autentica risorsa economica e sociale (ammonta a 10 milioni di euro anno la produzione di mais, riso, latte, carne, ortaggi e fiori dell'agricoltura milanese) attraverso la tutela del territorio, del paesaggio, della storia e della cultura locale. Sfogliando il dossier si trovano progetti per la ricostruzione ecologica e il recupero degli antichi fontanili, la riqualificazione di ville e cascine ma anche la promozione della coltivazione della canapa e la conservazione di razze bovine (varzese) e avicole lombarde. I temi ci riportano a quell'antica cultura di gestione delle acque per l'agricoltura di cui i monaci furono, appunto, maestri. Ed ecco il capitolo «potenziamento e miglioramento del sistema irriguo», con il bypass del TicinelloVettabbia, la riattivazione idraulica della Fossa Interna Navigli, il rimpinguamento dei fontanili depauperati, la riconnessione dell'Olona superiore (deviato a Rho in epoca romana) con l'Olona inferiore fino al Po. E, poi, il capitolo «riqualificazione e valorizzazione paesaggistico ambientale» con il progetto di salvaguardia dei cento fontanili dall'Adda al Ticino che completa l'opera di ricostruzione ecologica nell'ambito Muggiano nella periferia Nord-Ovest, attraverso le opere di compensazione di Expo, attraverso il recupero di 14 fontanili, la piantumazione di 15 mila metri di filari su prato fiorito, 3 mila piante per la riqualificazione boschiva, siepi campestri e la realizzazione di zone umide. «Questo accordo rappresenta uno strumento importante con cui le amministrazioni riconoscono ai terreni agricoli l'attenzione che meritano quale parte integrante delle radici di Milano spiegano il vicesindaco e assessore all'Urbanistica del Comune, Ada Lucia De Cesaris, e la collega in Regione Viviana Beccalossi e si impegnano ad accelerarne la fruizione sulla base di accordi condivisi tra pubblico e agricoltori. Un cambio di prospettiva che contribuisce a riportare la cinta periferica milanese al centro dell'azione politica e della vita cittadina». Con il «Dam» sono coinvolti altri tre distretti di agricoltori: il consorzio della Valle del fiume Olona «Davo», il «Dinamo», compreso tra le acque del Villoresi, del Ticino e del Naviglio pavese, e il distretto a vocazione risicola «Riso e Rane».
Lombardia. Ambiente, piano anti cemento
Riassunto in 200 parole:
L'Accordo quadro di Sviluppo territoriale tra Comune, Provincia, Regione Lombardia e i quattro distretti agricoli dell'area metropolitana di Milano prevede 13 progetti per oltre 100 milioni di euro. Il piano d'azione si concentra sul recupero del territorio agricolo e sulla riqualificazione dell'equilibrio idraulico. Tra i progetti, il recupero del mulino di un'antica abbazia e la sistemazione del corso d'acqua che lo alimenta. Il piano d'azione è stimato in 106 milioni di euro e punta al mantenimento dell'agricoltura, considerata un'autentica risorsa economica e sociale.
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