Trenta immobili in vendita, un giro d'affari da due miliardi. Il cuore è piazza Cordusio Trenta palazzi storici. Un valore complessivo superiore ai due miliardi. Erano le sedi degli istituti finanziari e delle multinazionali più importanti dell'economia italiana, ora diventano territorio di caccia per i fondi immobiliari esteri. In testa alla lista, uno dei palazzi del Broggi in piazza Cordusio: la vecchia sede Unicredit. Stabile quotato tra i 350 e i 400 milioni di euro. Poi ci sono gli immobili pubblici, oggetto di cartolarizzazione: da via Bagutta a via Morigi. Non si punta solo alla speculazione, ma a ristrutturazioni di medio periodo per trasformare le «destinazioni d'uso» degli immobili e dare così un nuovo valore al centro di Milano: «Sull'asse Castello-Duomo passano 20-25 milioni di turisti l'anno dicono gli immobiliaristi . Far scappare gli investitori stranieri che hanno acceso i loro riflettori sulla zona sarebbe un errore». I palazzi storici del centro si svuotano di aziende e uffici, i prezzi si abbassano, i fondi immobiliari nazionali necessitano di mobilitare volumi o capitali, quelli stranieri meditano di far saltare il banco con interventi di riqualificazione a loro spese. Da qui al 2015, si stima che gli immobili di pregio in vendita nel cuore cittadino saranno una trentina per un valore di due miliardi di euro. È la corsa dei fondi internazionali alla conquista del centro città. Primo della lista, uno dei palazzi del Broggi in piazza Cordusio: la vecchia sede Unicredit, tra le vie Grossi, Broletto e San Protaso. Quotato tra i 350 e i 400 milioni di euro, oggi è in tripla trattativa gestita dal fondo Omicron di Idea Fimit sgr (gruppo Deagostini) con il fondo americano Blackstone e due cordate: Hines insieme con i fondi sovrani di Abu Dhabi e Singapore, Adia e Gic; e Prelios (ex Pirelli Re) con Londonregional properties. Un deal che farà da laboratorio per l'intera zona. I fondi sovrani interessati dell'offerta favorita di Hines, infatti, punterebbero a una ristrutturazione per dare una nuova destinazione d'uso (commerciale) all'immobile (risultano manifestazioni d'interesse passate di Microsoft e Galeries Lafayette). E gli occhi di chi ha un patrimonio da dismettere (si legga le banche, magari con una nuova sede come Generali) sono spalancati. L'operazione farebbe da traino per gli altri edifici di un'area frequentatissima dai turisti. Come palazzo delle Poste, tra via Orefici e via Cordusio, rilevato dal fondo Core Nord Ovest di Ream sgr per una cinquantina di milioni e in trattativa con Blackstone. Stesso discorso per l'ex sede del Banco di Sicilia su via Santa Margherita 12 mentre un altro grande immobile Ream (19 mila metri quadri) l'ex Banco di Roma in piazza Edison non rientra nel piano di accordi con il fondo Usa, ma apre il fronte di piazza Affari, dove gli spazi vuoti abbondano. Manfredi Catella, ad di Hines Italia, afferma: «Serve una visione strategica del territorio. Tanti palazzi vuoti, significa insicurezza notturna e meno posti di lavoro». «Sarà interessante vedere come la città riuscirà ad accompagnare gli investitori esteri nel processo di trasformazione di un'importante area la cui destinazione a uffici, oggi, non è piu attuale» aggiunge Paolo Gencarelli, a capo del real estate di Unicredit. Diminuiscono «i fondi opportunistici che operano sulla compravendita speculativa, aumentano i fondi core , con l'intenzione di aggiungere valore» spiega Roberto Busso, ad gruppo Gabetti. Blackstone (che hacomprato anche la sede del Corriere di via Solferino per 120 milioni) rappresenta l'anima americana di un gruppo d'investitori stranieri interessati al riutilizzo dell'esistente: «Sarebbe la prima volta a Milano in cui si ristrutturano edifici interi, "terra-cielo". Ma bisogna riportare in centro le residenze» dice il presidente di Fimaa Milano, Enzo Albanese. E il patrimonio del Comune di Milano, gestito dai fondi Milano I e II di Bnp Paribas (500 milioni di valore)? Venduti due terzi degli immobili per 200 milioni, tra cui il pezzo pregiato palazzo Bolis Gualdo in via Bagutta, si punta a corso di Porta Romana 10, su cui alcuni gruppi alberghieri stranieri hanno acceso i riflettori.
Milano. La corsa dei fondi ai palazzi storici
In Milano, trenta immobili storici sono in vendita per un totale di due miliardi di euro. Tra questi, la vecchia sede Unicredit in piazza Cordusio, quotata tra i 350 e i 400 milioni di euro, è in trattativa con tre fondi: Omicron, Blackstone e due cordate. L'operazione sarebbe un punto di riferimento per l'area, frequentata dai turisti, e potrebbe far scappare gli investitori stranieri. Gli immobili pubblici, come quelli di via Bagutta e via Morigi, sono oggetto di cartolarizzazione. I fondi immobiliari nazionali e quelli stranieri cercano di mobilitare capitali per ristrutturare gli immobili e dare un nuovo valore al centro di Milano.
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