g. c.) Anche nel convegno organizzato dal Comitato Difendi Licata No Peos e ospitato ieri pomeriggio nell'aula capitolare del Carmine, è stato ribadito il no della SOpRINTENDENZA del Mare alla creazione nel Canale di Sicilia di parchi eolici o all'istallazione di piattaforma e trivelle per la ricerca petrolifera e di idrocarburi. L'idea, ribadita dal professore Tusa, è quella della creazione del cosiddetto "parco dei banchi", un dispositivo di tutela inserito nella biosfera dell'Unesco così da mettere un punto fermo alle varie istallazioni da cui si teme possa essere interessato il Canale di Sicilia e quindi anche Licata. La proposta della SOpRINTENDENZA del Mare è già partita, adesso si attende il pronunciamento dell'Unesco che di solito in circostanze come queste si prende un anno di tempo per calcoli e valutazioni. All'inserimento di Licata nelle "zone di rispetto" punta il Comitato diretto da Tony Licata, promotore del vertice di ieri sera. "Ci sono varie vie che stiamo tentando di percorrere - le sue parole - c'è quella istituzionale con l'interessamento della politica, c'è quella civile con il coinvolgimento dei vari comitati e delle varie associazioni e c'è quella tecnica con l'interessamento in questo caso della SOpRINTENDENZA del Mare. Il ruolo dell'Unesco - annunciato il 3 dicembre scorso a Palermo - può avere una valenza decisiva per evitare la contaminazione del Canale di Sicilia". La questione troverà con ogni probabilità l'esito finale nel 2015, anno in cui Comitati e SOpRINTENDENZA del Mare sperano di evitare la creazione dei parchi eolici. 20122014
SICILIA - Convegno. Niente trivellazioni. Soprintendenza del mare non cambia idea
Il Comitato Difendi Licata No Peos ha organizzato un convegno per discutere la creazione di parchi eolici nel Canale di Sicilia e la ricerca petrolifera. La SOpRINTENDENZA del Mare ha espresso il suo dissenso e ha proposto la creazione di un "parco dei banchi" per tutelare il Canale di Sicilia. Il Comitato di Licata sostiene che la questione potrà essere risolta attraverso varie vie, tra cui l'istituzionale, civile e tecnica. L'Unesco ha annunciato di valutare la situazione e potrebbe avere un ruolo decisivo per evitare la contaminazione del Canale di Sicilia. La questione potrà trovare un esito finale nel 2015.
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