Ecco il testo dell'accordo fra Il Ministero e il Comune di Roma Si riunirà il 31 marzo la commissione scientifica, costituita l'11 marzo con decreto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Giuliano Urbani, che avrà il compito di formulare le linee guida per la riqualificazione dell'area di Piazza Augusto Imperatore e delle zone limitrofe, valutando attentamente il rapporto tra il contenitore dell'Ara Pacis e l'assetto urbanistico circostante. Membri della commissione, designati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Comune di Roma, sono: Roberto Di Paola, Soprintendente per i beni architettonici ed il paesaggio e per il patrimonio storico e demoetnoantropologico di Roma; Adriano La Regina, Soprintendente della Soprintendenza archeologica speciale di Roma; Leonardo Benevolo, professore emerito; Eugenio La Rocca, Sovraintendente ai beni culturali del Comune di Roma; Gennaro Farina, Direttore dell'Ufficio della città storica del Comune di Roma Dipartimento VI; Giovanni Carbonara, Direttore della Scuola di Restauro dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". "I commissari ha dichiarato il Ministro Urbani avranno il delicato compito di attuare l'accordo siglato a suo tempo fra il Ministero e il Comune di Roma, dove si conviene sulla necessità di alcune varianti sul progetto per la valorizzazione dell'area pedonale che tengano conto del contesto monumentale circostante". IL TESTO DELL'ACCORDO "La vicenda Ara Pacis ha suscitato discussioni, consensi, critiche, polemiche ma certamente avuto il pregio di aprire una discussione culturale sul significato, sul valore, sul ruolo di un intervento urbano di grande consistenza che, nel ventennio, ha conferito un aspetto completamente nuovo all'area di Piazza Augusto Imperatore. La necessità di provvedere con urgenza a porre in essere provvedimenti conservativi per l'Ara Pacis creando una struttura apposita dotata di condizioni climatiche indispensabili ad evitare il processo di degrado in atto, ha portato inizialmente ad isolare la soluzione di questo problema da quello più generale del contesto urbano circostante. Ne è derivata una discussione quasi del tutto concentrata sull'Ara Pacis e sul suo contenitore che non ha consentito di affrontare in termini sereni e disciplinarmente corretti il più generale tema del rapporto tra un sito che è prima di tutto la Tomba di Augusto, edificata nel 28 a.C. nella grande piana del Campo Marzio, quasi contestualmente al Pantheon di Agrippa (due monumenti in profonda relazione urbanistica ed ideologica). Senza dilungarsi basti ricordare che, realizzati questi due caposaldi, tra il 13 e il 9 a.C. si aggiungono nella grande piana l'Horologium Solarium Augusti e l'Ara Pacis entrambi posti ad est dell'asse che congiungeva il Pantheon con il Mausoleo e che l'obelisco, utilizzato come gnomone dell'orologio, era orientato su una retta che raggiungeva direttamente il centro del Mausoleo. Una sofisticata creazione monumentale urbanistica, interamente dedicata ala celebrazione di Augusto. Il complesso lavoro di ricerca e di indagine intrapreso negli ultimi anni ha consentito la ricostruzione di un quadro chiaro e complesso delle numerose trasformazioni urbane succedutesi, che obbliga a considerare il tema ad una scala differente. In questa ottica ne è derivata una valutazione più attenta al rapporto "contenitore Ara Pacis assetto urbanistico", valutazione che suggerisce l'opportunità di apportare al progetto alcune seppur contenute variazioni migliorative, in particolare per quanto riguarda l'area del sagrato antistante le chiese di S. Rocco e di S. Girolamo dei Croati. Fermo restando infatti il parere favorevole espresso dalla Soprintendenza con la nota B8771 del 2.6.98, si evidenzia tuttavia che, nella stessa nota, si esprimevano perplessità per la presenza di volumi e di un elemento verticale di cospicue dimensioni, previsto appunto nell'area antistante le due chiese. Presa visione del sito, ora reso libero dalla demolizione delle vecchie strutture, è apparsa evidente la necessità di tenere libera la fruibilità visuale delle due chiese e le prospettive panoramiche che da esse possono godersi, eliminando conseguentemente il sopraccitato elemento verticale ed i volumi collegati, con la gradinata di accesso, che verrebbero a trovarsi direttamente di fronte ai rispettivi sagrati. Tale modifica migliorativa potrà opportunamente essere completata concordando con il progettista la eliminazione del residuo di quinta muraria, già in massima parte rimossa su precedente richiesta della Soprintendenza, in relazione proprio alla necessità di libera fruizione, quanto a vedute e visuali, dello spazio antistante le due chiese che deve mantenere la tipologia del tradizionale sagrato, ricomponendo correttamente il tessuto urbano del sito. Si ritiene inoltre che vadano riconsiderati alcuni dettagli progettuali in fase esecutiva come il diretto attacco della superficie vetrata con il muro iscritto con le res gestae, che in una logica corretta di restauro, considerata la storicizzazione di detto elemento architettonico, deve trovare una cesura di distacco. Del pari si dovrebbe verificare con il progettista l'equilibratura degli sporti della copertura che, così come configurata, appare eccessivamente pronunciata sul panorama urbano oltretutto a ragione della quota assai elevata conseguita nell'insieme della piazza storica. Dagli studi condotti dalla Commissione Scientifica promossa dalla Sovrintendenza Comunale, cui hanno partecipato le Soprintendenze di Stato, sono oggi disponibili ricerche storico archeologiche, documentazioni fotografiche, rilievi e una prima formulazione delle linee guida che hanno consentito di individuare: - le principali problematiche archeologiche inerenti il mausoleo e le sue adiacenze in vista di una nuova sistemazione dell'area archeologica; - le principali tematiche relativamente all'aspetto flogistico-vegetazionale; - le principali problematiche di carattere architettonico ed urbanistico relativamente alla piazza ed al suo immediato introno urbano. Dalla riunione congiunta tra le Sovrintendenze (Statali e Comunale) svoltasi recentemente, è emersa l'ipotesi di un percorso che preveda la nomina da parte del Ministro per i Beni le Attività Culturali e del Sindaco di Roma di una Commissione Scientifica congiunta che rafforzi e integri il lavoro già avviato dal Comune di Roma con lo scopo di formulare, entro tre mesi, il dossier contenente le linee guida definitive per la riqualificazione dell'area urbana di Piazza Augusto Imperatore e delle aree limitrofe". L'accordo è stato sottoscritto l'8 agosto 2002 da Roberto Di Paola, Soprintendente per i beni architettonici ed il paesaggio e per il patrimonio storico e demoetnoantropologico di Roma e da Eugenio La Rocca, Sovraintendente ai beni culturali del Comune di Roma. Ufficio Stampa MiBAC Tel. 06-6723261
Urbani: al via la commissione per l'Ara Pacis
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Comune di Roma hanno firmato un accordo per la riqualificazione dell'area di Piazza Augusto Imperatore e delle zone limitrofe. La commissione scientifica, costituita dall'11 marzo, avrà il compito di formulare le linee guida per la riqualificazione. I membri della commissione sono stati designati dal Ministero e dal Comune. Il Ministro Giuliano Urbani ha dichiarato che i commissari avranno il delicato compito di attuare l'accordo, tenendo conto del contesto monumentale circostante.
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