Avola. Parte dal lembo sud dell'Isola una rivoluzione turistico-ambientale. E precisamente da Avola, cittadina aretusea che, dopo una battaglia lunga quaranta anni, esce dalla lista nera degli ottanta Comuni siciliani privi di impianti per la depurazione delle acque reflue. Un traguardo per la città avolese e per la provincia aretusea tutta, al termine di una vicenda fatta di sprechi, di progetti riveduti e corretti, di risorse pubbliche perdute, di contenziosi. Dieci milioni di euro in totale per uno dei depuratori più all'avanguardia della Sicilia. «La realizzazione dell'impianto, in questi decenni, ha visto insieme tutti gli aspetti fallimentari della politica - dice il sindaco Luca Cannata, vicepresidente di Anci Sicilia - e ha simboleggiato la sconfitta più grande per una pubblica amministrazione. Per questo, aver potuto tagliare il nastro dell'impianto dopo trentasette anni di attesa, rappresenta per il Comune di Avola una grande soddisfazione, ma anche un punto di partenza fondamentale che coinvolge il territorio intero della provincia di Siracusa». La sfida, adesso, è duplice. Non solo Avola rispetterà il suo mare, ma sfrutterà la riconquista dell'oro "blu" per avviare un circuito economico nuovo capace di coniugare ambiente e turismo. «Lavoriamo già per una prospettiva diversa in termini di valorizzazione del nostro territorio - dice il giovane sindaco di centrodestra - e ciò dopo esserci resi conto che la nostra risorsa primaria è il mare, inteso non solo come elemento cardine del turismo balneare ma anche come strumento nuovo di rilancio del comprensorio». Il depuratore sorge sul lungomare di Avola: due chilometri e mezzo di spiaggia dorata e onde spumose. E, a due passi dal litorale, i resti archeologici di una Villa Romana appartenente una famiglia patrizia del II secolo d. C. e, poco distanti, quelli del Dolmen, tombe megalitiche di epoca preistorica. Ed è sul connubio ambiente e cultura che il sindaco Cannata scommette. «Non solo turismo balneare - dice - ma anche legato all'arte, all'archeologia e alla natura. Avola possiede anche un centro storico suggestivo e vanta anche una riserva protetta a Cava Grande. Un piccolo territorio che tenta la strada del rilancio consapevole degli errori del passato legati a scelte politiche che si sono rivelate fallimentari e che, oggi, sono per noi motivo di riflessione». «Il depuratore di Avola è costato, in totale, 10 milioni di euro - conclude il sindaco - ma la sua storia è quella di finanziamenti pubblici perduti e iter burocratici infiniti. È questo ciò che non vorremmo più che accada, d'altronde gli errori servono a non commetterne ancora». 20122014