La normativa in materia di autorizzazione paesaggistica sembra materia per iniziati (o quasi). È contenuta nel codice dei beni culturali e del paesaggio. Conoscerla può aiutare a capire perché si è dovuto aspettare mesi e mesi per avere il via libera alla messa in sicurezza della collina a Ripafratta. Attese del genere sono la regola, oppure nel caso specifico c'è stato un inghippo, nel senso che la pratica si è arenata per colpa (o meno) di qualcuno o di qualche ufficio? Sono domande in attesa di risposta. Al momento l'unica certezza è che il proprietario del terreno ha raccontato ai giornalisti che i lavori sarebbero cominciati lunedì prossimo. La normativa è stata modificata dal recente "Sblocca Italia", ma nel caso di Ripafratta - essendo l'iter precedente a quel decreto - riassumiamo le procedure allora valide. Nell'ipotesi di autorizzazione paesaggistica ordinaria, l'amministrazione competente (generalmente i Comuni) riceve la domanda di autorizzazione e il progetto delle opere, svolge le verifiche e gli accertamenti ritenuti necessari, acquisendo il parere della locale commissione per la qualità architettonica e il paesaggio. Successivamente l'amministrazione competente, entro quaranta giorni dalla data di ricezione della domanda, trasmette alla competente soprintendenza la proposta di autorizzazione paesaggistica corredata dagli elaborati tecnici, dandone contestualmente comunicazione al soggetto interessato. La soprintendenza verifica la completezza della documentazione. Qualora giudichi insufficiente quanto trasmesso, ha facoltà di richiedere integrazioni, sospendendo i termini del procedimento. Il soprintendente comunica il parere di competenza entro il termine perentorio di 45 giorni dalla data di ricezione della proposta, termine decorso il quale, in assenza di parere espresso, viene indetta una conferenza dei servizi, prolungando i termini del procedimento di ulteriori 15 giorni. Il parere del soprintendente - che può contenere prescrizioni - è vincolante poiché la norma così dispone fino a che non sia intervenuto l'adeguamento degli strumenti urbanistici comunali al piano paesaggistico. Entro il termine di 20 giorni dalla ricezione del parere del soprintendente, l'amministrazione procedente rilascia l'autorizzazione, che diviene immediatamente efficace. In caso di parere negativo da parte della soprintendenza, quest'ultima comunica agli interessati il preavviso di provvedimento negativo. Entro venti giorni dalla ricezione del parere negativo, l'amministrazione provvede in conformità. Per alcuni interventi di lieve entità, è prevista una procedura di autorizzazione paesaggistica semplificata.
RIPAFRATTA Autorizzazioni paesaggistiche ecco cosa prevede la normativa
La normativa per l'autorizzazione paesaggistica è contenuta nel codice dei beni culturali e del paesaggio. La procedura prevede la ricezione della domanda e del progetto, le verifiche e gli accertamenti, l'acquisizione del parere della commissione per la qualità architettonica e il paesaggio, la trasmissione alla soprintendenza e la verifica della completezza della documentazione. Il soprintendente comunica il parere entro 45 giorni, che può contenere prescrizioni. Se il parere è positivo, l'autorizzazione viene rilasciata entro 20 giorni. Se il parere è negativo, l'amministrazione provvede in conformità entro 20 giorni.
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