PRATO Il nuovo Centro Pecci aprirà i battenti nel settembre pratese 2015. Un rinvio di 4 mesi rispetto ai primi del prossimo maggio, sia per consentire la conclusione della prima fase del rifacimento degli spazi esterni dell'area museale, illustrato dall'assessore ai lavori pubblici e all'urbanistica Valerio Barberis ma anche per altri motivi per così dire gestionali ed istituzionali , conseguenti al nuovo maggior impegno non solo finanziario della Regione, ma anche alla possibilità di un passaggio a Fondazione dell'attuale associazione che gestisce il centro Pecci, tra l'altro proprietaria di una collezione permanente di svariati milioni di euro. In pratica la Regione ha accettato di contribuire dal 2015 con 950mila euro l'anno invece che gli attuali 500 mila annuali, oltre ai 2 milioni di euro per la riqualificazione del vecchio edificio museale disegnato da Italo Gamberini. Ma veniamo alla principali modifiche alcune davvero sostanziali, rispetto al progetto originario, volute dall'assessore Barberis, che ha reso fruibili una serie di spazi altrimenti poco valorizzati, come quello fra i due edifici museali, che verranno collegati da un ponte a doppio livello. A coprire i costi della sistemazione esterna sono stati stanziati dal Comune un milione e mezzo di euro, di cui 800 già disponibili in questo bilancio 2014, per cui a febbraio 2015 si comincerà con l'allargamento dello spazio verde davanti all'ingresso del nuovo museo su viale della Repubblica, che verrà modificato nei primi 100 metri dallo svincolo dalla declassata, che verrà ridisegnato. Sempre per questa prima fase verrà riportato a verde il tratto di strada fra il museo e il palazzo accanto lato viale della Repubblica sede di uffici e banche, ma anche del Cid e della direzione del Pecci, di proprietà del Comune, destinato alla vendita o ad affitto a università o accademia. Sul lato declassata invece verrà aperto una nuova uscita, per accedere a un nuovo parcheggio e dove ci sarà anche la fermata pratese della linea metropolitana, con inizio vicino a piazza stazione di Firenze e conclusione a Pistoia. In un secondo tempo verrà realizzato una passerella sulla declassata per collegare al parcheggio lato questura, che verrà ridisegnato. Per quanto riguarda il vecchio edificio, innanzitutto verrà buttato giù l'attuale passerella d'ingresso su viale della Repubblica, così come il tunnel "aereo" di collegamento fra il museo e il palazzo a lato, poi verrà rifatto l'impianto elettrico e il riscaldamento, riportati gli ingressi alle sale com'erano prima e riverniciato e sostituite le strutture esterne corrose dalla ruggine. La capienza dell 'auditorium verrà portata da 99 a 170 persone,con aperture all'esterno per garantire l'utilizzo indipendente della sala, grazie anche al bar- catering annesso, mentre il grande garage del sottosuolo, non più a norma accoglierà gli uffici, ma non la direzione e la presidenza , spostati al pianoterra dove c'era il dipartimento educazione. Fra le novità non ci sarà più il previsto trasferimento dell'Archivio fotografico toscano. "Queste opere vanno a rafforzare ulteriormente il ruolo del Pecci come centro per l'arte contemporanea regionale. spiega l'assessore Barberis - Il fatto che la Regione abbia deciso di destinare totalmente al Pecci i fondi europei di un progetto sull'arte contemporanea dimostra il forte interesse nei confronti di questa struttura, su cui anche l'amministrazione continua ad investire con una serie di interventi, sia per quanto riguarda l'esterno che la riqualificazione dell'edificio Gamberini, pensati per la collocazione e relazione dell'edificio nel contesto urbano cittadino".
PRATO Nuovo Pecci taglio del nastro per settembre
Il nuovo Centro Pecci di Prato aprirà i battenti nel settembre 2015, 4 mesi dopo il previsto. La Regione contribuirà con 950mila euro all'anno, aumentando il contributo precedente di 450mila euro. Il progetto prevede la riqualificazione del vecchio edificio museale e la realizzazione di nuovi spazi, tra cui un ponte a doppio livello fra i due edifici museali. Il Comune stanzerà 1,5 milioni di euro per la sistemazione esterna, tra cui l'allargamento dello spazio verde davanti all'ingresso del museo e la riportazione a verde il tratto di strada fra il museo e il palazzo accanto.
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