Un restauro e il suo paesaggio nella storia: quello del sacello di Dardago è un caso speciale. Risale al Settecento e questa è la prima sorpresa. Il progetto, vincitore ex aequo nella categoria dimore storiche del concorso nazionale di restauro dell'architettura Tda, è stato raccontato dall'architetto Moreno Baccichet in una serata dedicata dall'Associazione naturalisti a Sacile. «Le alture di Dardago sono state dal medioevo riparo per le popolazioni locali e siti di insediamenti rurali ha ricordato il naturalista Gianluigi Verardo . Del villaggio medievale sono visibili ancora oggi sul colle di Longiarezze, vicino a Dardago». L'intervento di recupero dei progettisti Giorgio Del Fabbro, Gianluca Zanette, Gianni Mirolo e FurlanPierini architetti, è vincitore ex aequo nella categoria dimore storiche del concorso nazionale per il restauro dell'architettura Tda. «I lavori riguardano il restauro e la parziale ricostruzione del sacello, che nei testi esistenti a carattere storico è catalogata come il tempietto longobardo o sacello paleocristiano citano i naturalisti sacilesi . L'incarico è stato l'occasione per capire la reale funzione del manufatto e accertare il periodo della sua costruzione. Il rilievo fotografico e archeologico-architettonico dei ruderi, l'analisi della documentazione fotografica storica, l'indagine sulle fonti e i documenti storici esistenti, i sondaggi sulle murature, sugli intonaci e sulle fondazioni, ha escluso con certezza che il manufatto denominato sacello e la contigua struttura architettonica con impianto a torre possano essere un edificio religioso di epoca paleocristiana o medioevale. Oppure parte di una struttura difensiva antica». Sono resti di una abitazione tradizionale dell'area pedemontana veneto-friulana, munita di portico, di focolare circolare e annessa piccionaia o colombera. «L'epoca della costruzione del manufatto potrebbe essere collocata negli ultimi decenni del settecento è stata la datazione dell'intervento . Realizzata sui resti di un impianto architettonico più antico, con importanti modificazioni tipologiche e funzionali avvenute durante l'ottocento e i primi decenni del novecento». Dal restauro-ricostruzione dei fabbricati esistenti sono stati ricavati degli ambienti da destinare alle attività associazionistiche e a spazio espositivo di reperti storico-archeologici rinvenuti nell'area avianese.