L'IDEA e suggestiva: prendere per mano il visitatore e accompagnarlo in un viaggio nella città sotterranea. Ovvero, nella Bari dell'età del Bronzo (quattromila anni fa) e in quella che si ampliava perdendo così i connotati del piccolo villaggio (età grecoromana). E ancora, la Bari fra Tardoantico e Medioevo e quella dell'età moderna. Mostrandogli testimonianze già viste nella mostra "Archeologia di una città. Bari dalle origini al X secolo", allestita a Santa Scolastica 17 anni fama soprattutto reperti inediti che si riferiscono agli ultimi due periodi. E che saranno le perle della mostra "Sotto la città. Archeologia e storia di Bari", organizzata dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia, che sarà inaugurata lunedì alle 18,30 a palazzo Simi (in strada Lamberti a Bari vecchia), dove resterà aperta fino al 31 dicembre (ingresso gratuito tutti i giorni dalle 9,30 alle 18,30, visite guidate su prenotazione al numero telefonico 080.527.54.51). Si tratta di reperti appena restaurati, anticipa il soprintendente Giuseppe Andreassi, e completamente inediti. Fra tutti, spiccano i frammenti di affresco provenienti dalla chiesetta bizantina nell'area del convento di Santa Teresa dei Maschi (raffiguranti probabilmente i volti di Cristo e di un angelo) e le ceramiche, i vetri e gli oggetti di ornamento ritrovati nell'area del costituendo Museo di San Nicola, del Fortino e della cattedrale. E ancora, gli ultimi rinvenimenti in corso Vittorio Emanuele (dove sono riaffiorate e sono in corso di scavo le mura cinquecentesche). Questi reperti, come si è detto, si riferiscono alle ultime due sezioni della mostra. Le prime due spiega ancora Andreassi «si collegano idealmente all'evento del 1988, riproponendo una selezione di materiali che già allora erano in vetrina». A essi si affiancano, come significativa rappresentanza del Museo archeologico provinciale, il cratere (grande vaso a bocca larga in cui si mischiavano acqua e vino da servire ai banchetti) apulo a figure rosse e l'erma bifronte romana in marmo grigio chiaro, forse parte di una fontana, ritrovati rispettivamente in corso Vittorio Emanuele e nell'area di San Pietro. «Per l'età del Bronzo sono in esposizione i reperti provenienti dallo scavo della capanna sotto la chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio prosegue il soprintendente Andreassi Per l'età ellenistica c'è il corredo funerario di una tomba a sarcofago del IV secolo avanti Cristo, rinvenuta nell'area del monastero di Santa Scolastica, e per l'età imperiale romana gli oggetti di uso comune ritrovati in un'area di abitazioni a San Francesco della Scarpa». Le tracce, insomma, di una presenza che non sarà forse eclatante, come notava Nino Lavermicocca nel volume Bari vecchia (a cura di Lino Patrono, Adda editore, 2000) «non templi, né impianti termali, né anfiteatro, né foro (come a Napoli, Siracusa, Taranto, Lecce)» ma che descrivono l'evoluzione di una città così come gli scavi l'hanno raccontata attraverso le testimonianze portate alla luce: ceramiche, monete, frammenti di affreschi, sculture, resti di case e chiese. «Testimonianze emerse nel corso delle ricerche condotte dalla soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia e concentrate soprattutto all'interno della città vecchia ricorda Andreassi Grazie a esse lo sviluppo urbanistico nel corso dei secoli va progressivamente chiarendosi». La mostra è curata da Rosaria Depalo (della soprintendenza peri Beni archeologici) e Francesca Radina, direttore del Centro operativo per l'archeologia di Bari, ospitato proprio a palazzo Simi, dove sempre Lavermicocca ricorda che «sono conservati affreschi e murature di una piccola chiesa bizantina (X-XI secolo), immota nel tempo con il suo altare, emblema vivente della città delle pietre, concreta e solida rispetto alla silenziosa città dei documenti scritti». L'evento è sponsorizzato dalla sezione Edile di Assindustria.
Ceramiche e affreschi mai visti "Vi sveliamo la Bari sotterranea"
La mostra "Sotto la città. Archeologia e storia di Bari" sarà inaugurata a palazzo Simi a Bari il 18 novembre. La mostra esporrà reperti inediti provenienti dalle ultime due sezioni della città, dall'età del Bronzo al X secolo. Tra i reperti spiccano i frammenti di affresco provenienti dalla chiesetta bizantina e le ceramiche, i vetri e gli oggetti di ornamento ritrovati nell'area del costituendo Museo di San Nicola. La mostra è curata da Rosaria Depalo e Francesca Radina e sarà aperta fino al 31 dicembre. L'evento è sponsorizzato dalla sezione Edile di Assindustria.
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