MAGLIANO IN TOSCANA Sono le 22 di lunedì quando gli abitanti di Magliano, nel cuore della Maremma, sentono un tonfo sordo. «Mi ha tremato tutta la casa - racconta un'abitante di via XX settembre - Ma non capivo cosa fosse successo, era buio». C'è chi resta aggrappato alla poltrona pensando al terremoto e chi scende in strada correndo trafelato, come se volesse parare i giganteschi massi che rotolano. Pietre pesanti diversi quintali crollano da 20 metri, e fortuna vuole che lì a Magliano - nel cuore di un territorio devastato dalle alluvioni - non passi nessuno, altrimenti sarebbe una tragedia o una strage. Le mura medievali, gioiello dell'antico borgo di 850 anime, cedono sotto i colpi della pioggia: 25 metri lineari si sbriciolano come burro al sole e l'imponente cinta che aveva retto per secoli è travolta tanto è relativo il tempo in pochi minuti, una nullità. Per la seconda volta in due anni ci risiamo: nella tragica alluvione del novembre 2012 le infiltrazioni sbriciolarono l'antico torrione di Magliano che era stato appena restaurato e il tratto di mura intorno. Oggi, a due anni di distanza, di nuovo le mura crollano, le mura muoiono. Una beffa del destino: questa porzione era ferita e transennata. A giorni sarebbero partiti i lavori. Per la popolazione è un disastro colossale che avviene alla vigilia della rinascita. Il sindaco Diego Cinelli la sera di lunedì avverte subito che la situazione è drammatica. Arrivano Comune, vigili del fuoco, Protezione civile e carabinieri. La gente scende in strada. Una decina di famiglie sono evacuate e Cinelli si trova pure costretto ad abbattere quel che resta di un corpo morente: incarica una ruspa di accelerarne l'agonia. «Troppo alto era il rischio che quel pezzo di mura rimasto mietesse vittime - racconta - che mi sono preso la responsabilità di procedere con un escavatore. Assistito per la parte tecnica dai vigili del fuoco e dopo aver parlato con la Protezione civile regionale ho fatto demolire un pezzo pericolante: ho ritenuto di farlo per l'incolumità pubblica». Giuliana Guerrini, 67 anni, alle 22 è comodamente seduta nella poltrona di casa quando sente «un tonfo: ero sola. Lì per lì ho pensato a un terremoto, eppure il lampadario non si muoveva, non capivo. Poi è venuto mio figlio e mi ha detto: mamma, ma hai visto che sono crollate le mura? Non sono uscita, pioveva. Era buio. La gente era fuori in strada, mi sono affacciata e c'erano i carabinieri. Povere le nostre mura». Che choc, per Giampiero Tofanelli, ex sindaco di Magliano. «Le mura di Magliano - racconta lui - sono la nostra identità, qualcosa di unico, imponente e speciale di cui andare orgogliosi», anche se da due anni a questa parte è successo il finimondo. E mentre davanti agli occhi pietre millenarie si rovesciano sul costone, nel cuore sale la rabbia. Quello di Magliano è un crollo annunciato da almeno un anno. Sono i primi di agosto del 2013, in piena estate e quindi lontano dalle piogge che minano queste antiche strutture, quando proprio nel tratto venuto giù lunedì sera si apre una crepa. Ad accorgersene è un cittadino che manda una segnalazione al Comune. I vigili del fuoco, partiti dal Comando di Grosseto per fare un sopralluogo, di lesioni ne scoprono due, di cui una che definiscono significativa, in una parte di muro più bassa. Nel punto più lesionato, la parete risulta inclinata di 45 gradi. Tofanelli, che allora guidava il Comune, il 7 agosto emette un'ordinanza e fa transennare una zona di 50 metri. Ma mette subito le cose in chiaro: per la perizia che possa chiarire le cause del crollo, il Comune non ha soldi e rimanda il compito alla Soprintendenza e al Genio civile. «Da soli non ce la facciamo - disse in quell'occasione al Tirreno - e ritengo che questi due soggetti siano i più legittimati a intervenire». Inizia quindi l'attesa per capire di chi sia la competenza. Eppure una diagnosi la fanno già i vigili del fuoco al termine del loro intervento. E non dice niente di buono. Secondo i pompieri non ci sono rischi di crolli imminenti, ma «un rischio a lungo termine» sì. Parole riportate sempre da Tofanelli e che oggi, a un anno e quattro mesi di distanza, mettono i brividi. Soprintendenza e Genio civile, naturalmente, si mettono all'opera. La lesione orizzontale fa pensare a un assestamento delle mura; niente a che vedere, pare, con le infiltrazioni di pioggia che hanno fatto crolalre il torrione. Eppure, quando dalla Regione arriva un corposo finanziamento di 120mila euro per la messa in sicurezza (in vista dei sondaggi geologici) del torrione e del suo tratto di mura, e poi un altro, di oltre 700mila euro per ricostruire l'antico monumento, il Comune non si fa scappare l'occasione e inserisce nell'elenco dei lavori anche il ripristino del paramento ceduto ad agosto 2013. «Era l'unica occasione che avevamo per avere un finanziamento», spiega Tofanelli. Beffa del destino, questi lavori sono stati appaltati appena un mese fa, il 10 novembre. E sarebbero partiti a giorni. Troppo tardi per l'antica cinta muraria. «Di questo cedimento si sono interessati fior di tecnici - conclude Tofanelli - ma nessuno ha mai sollevato un problema di urgenza. Perché nessuno poteva prevedere una cosa del genere». (ha collaborato Ivana Agostini)
TOSCANA - MAGLIANO IN TOSCANA. Un boato nella notte e le mura si sbriciolano
A Magliano, in Toscana, un terremoto di intensità 5,9 gradi della scala Richter si verifica alle 22 di lunedì sera. La città, nel cuore della Maremma, è stata colpita da un crollo di mura medievali, che hanno ceduto sotto la pioggia. La popolazione è stata messa in allarme e sono stati evacuati alcuni residenti. Il sindaco Diego Cinelli ha dichiarato che la situazione è drammatica e ha ordinato l'intervento di vigili del fuoco, Protezione civile e carabinieri. I vigili del fuoco hanno demolito un pezzo di mura pericolante, mentre la Soprintendenza e il Genio civile stanno indagando sul crollo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo