OLBIA Silvio Berlusconi e il Viminale fanno cadere il segreto di Stato su Villa Certosa. Ma i magistrati che da tempo chiedono d'ispezionare il misterioso bunker e le altre opere top secret della residenza sarda più lussuosa del premier hanno deciso di attendere comunque la sentenza della Corte costituzionale. Mercoledì prossimo, quindi, la Consulta dovrà iniziare ad esaminare il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato: da una parte la magistratura che vuole ispezionare Villa Certosa, dall'altra il ministero dell'Interno che vi si oppone. Il procuratore della Repubblica di Tempio, Valerio Cicalò, ha detto che «la questione seguirà il suo corso naturale sotto il profilo della procedura». Riflettori dunque ancora puntati sulla tenuta di Punta Lada, teatro oltre che delle vacanze di Berlusconidi oramai numerosi incontri con capi di governo e di Stato esteri, da Tony Blair a Vladimir Putin. In relazione a incontri di questo tipo, il presidente del Consiglio a suo tempo ha spiegato la necessità di lavori per realizzare condizioni di massima sicurezza. Una volta diventati di pubblico dominio, su quei lavori, contestati in quanto realizzati in un'area soggetta a strettissimi vincoli ambientali, la Procura di Tempio ha avviato un'inchiesta. Sono stati ipotizzati abusi edilizi. Agli accertamenti giudi-ziari finora è stato però opposto un secco rifiuto: non meglio precisati "problemi di sicurezza nazionale" impedirebbero l'accesso nella residenza a qualsia-si estraneo, giudici compresi. Di quiil ricorso alla Consulta. E una spaccatura interna nel Comitato per il controllo sui servizi segreti, diviso equamente tra favorevoli e contrari all'ispezione. Martedì scorso, la novità: un fax con l'inaspettato via libera firmato dal ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu. Poco più tardi, il laconico giudizio dei magistrati sardi: «La decisione è stata presa per evitare il pronunciamento della Consulta. Noi, invece, preferiamo aspettarla». Perché cada il "conflitto di attribuzione" è infatti indispensabile una formale rinuncia al ricorso. Il che non avverrà. Mercoledì, dunque, salvo improbabili ripensamenti, il giudice relatore della causa, Ugo De Siervo, esporrà in camera di consiglio la questione, sulla base della memoria presentata dal costituzionalista Alessandro Pace a nome della Procura. L'udienza di merito potrebbe tenersi prima della pausa estiva (il 7 o 21 giugno, oppure il 5 luglio). L'"apertura" del Viminale è stata commentata anche in ambito politico. «Era ora che Berlusconi ci ripensasse» ha dichiarato Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente e deputato della Margherita. «Si trattava di un atto di elementare civiltà. Tuttavia sarebbe stato meglio agire subito secondo regole di trasparenza, e non sotto la spada di Damocle di una sentenza». «E' un ulteriore insulto a un territorio che deve decidere se stare nella prospettiva dell'autonomia o se essere eterodiretto», ha invece detto l'assessore regionale dell'Urbanistica, Gian Valerio Sanna, della Margherita. Caustico il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio: «Meglio tardi che mai. Ma non vorremmo che sia una disponibilità tutta elettorale, in vista del ballottaggio in Gallura. In ogni caso è una decisione colpevolmente tardivasu un abusivismo di Stato per coprire il quale sono state invocate delle ragioni di sicurezza risibili». Infine Massimo Brutti, diessino, componente del Copaco: «Un riconoscimento, seppure tardivo, delle ragioni di diritto e di opportunità che avrebbero sconsigliato fin dall'inizio l'opposizione del segreto di Stato».
Villa Certosa, via il segreto di Stato ma i pm insistono : parli la Consulta
Il Viminale ha deciso di aprire il segreto di Stato su Villa Certosa, la residenza sarda di Silvio Berlusconi, dopo aver ricevuto un fax con via libera dal ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu. Tuttavia, i magistrati che chiedono di ispezionare il bunker e le opere top secret della villa hanno deciso di attendere la sentenza della Corte costituzionale. La Consulta dovrà esaminare il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato e decidere se il Viminale può aprire il segreto di Stato. Il procuratore della Repubblica di Tempio ha detto che la questione seguirà il suo corso naturale.
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