ALLA fine l'appalto per i lavori in Darsena è tornato a raggiungere la base d'asta: 12 milioni e mezzo. Cancellando quello sconto del 30,15 per cento con cui la gara era stata aggiudicata. E facendo lievitare fino a quasi 3,7 milioni i costi aggiuntivi che dovranno essere pagati per far tornare a nuova vita l'antico porto e per riqualificare piazza XXIV Maggio. Un conto extra che, questa volta, non è salito per le cosiddette "riserve" presentate dalla Gimaco, l'impresa che dopo aver ricevuto un'interdittiva antimafia per questo appalto (e per quello della strada Zara-Expo) è stata commissariata. Ma per gli imprevisti che, dicono i tecnici, hanno incontrato gli operai iniziando a scavare, e per i lavori in più che è stato necessario fare. Si corre, in Darsena. Anche se adesso che il prefetto Tronca ha nominato due commissari per vigilare sul cantiere, per il Comune si potranno rispettare le scadenze: entro l'inizio di Expo i lavori, che oggi sono al 67 per cento, termineranno. Sospenderli, si legge nel provvedimento, avrebbe comportato il «non rispetto dei tempi preventivati, ritardi nella ripresa dei servizi di trasporto pubblico locale, e forti disagi per gli utenti e la cittadinanza». È in quello stesso documento che è certificato l'aumento del budget. Ora, costerà 12,5 milioni quell'opera finanziata da Expo. Ma come si è arrivati ai 3,69 milioni in più rispetto a quanto previsto? Un primo aumento è arrivato a maggio, insieme con la prima variante: 1,14 milioni necessari, tra le altre voci, per gli scavi archeologici, la sistemazione delle sponde, il consolidamento del terreno su cui è sorto il nuovo mercato. Imprevisti, dicono a Palazzo Marino. A cui se ne sono aggiunti altri a ottobre. Riaprendo il canale irriguo Ticinello, è stata trovata una quantità di rifiuti non calcolata che, insieme ad altri materiali di scavo, dovranno essere smaltiti in modo speciale: 790mila euro in più. Infine, a luglio, ecco lavori extra per tutto quello che è stato fatto sotto la piazza: dalla rete idrica (questa parte è stata finanziata da Metropolitana milanese), all'ammodernamento della rete del gas, di quella elettrica e di tutto il reticolo che passa lì sotto. È così che il conto è tornato a crescere.