Gli interventi per mettere in sicurezza il Teatro greco partiranno a breve. La Regione, infatti, non intende perdere altro tempo e vuole avviare lavori di somma urgenza per sanare le ferite del monumento simbolo della Sicilia sudorientale. Questa è la decisione presa al termine del sopralluogo di ieri mattina, nel cuore del parco della Neapolis, guidato dal soprintendente ai Beni culturali di Siracusa Calogero Rizzuto. Con lui, il docente e uno dei massimi esperti al mondo di restauro di pietre antiche, Lorenzo Lazzarini, nonché il direttore generale dei Beni culturali della Regione, Rino Giglione. Un sopralluogo a cui hanno partecipato anche tecnici della SOpRINTENDENZA per valutare le condizioni di salute del Teatro greco e decidere quindi il da farsi. «Il malato non è allo stadio terminale - ha detto l'ingegnere Giglione - siamo ancora in tempo per salvarlo, ma non dobbiamo perdere altro tempo». La tipologia degli interventi è di carattere urgente: diserbo, pulitura lapidea e protezione delle pietre più deteriorate oltre a lavori di attaccatura delle porzioni in pericolo. «Lavori immediati - ha proseguito il dirigente regionale - prima dell'avvio degli spettacoli classici che, certo, sono un evento importante non solo per Siracusa ma per la Sicilia tutta. A questa prima fase di urgenza, però, deve far seguito quella di manutenzione e attenzione costante in cui ognuno deve svolgere il suo ruolo, Fondazione Inda compresa». Nel corso del sopralluogo, infatti, le condizioni dell'orchestra e della skenè sono state quelle che più hanno preoccupato i tecnici. La zona, dunque, su cui vengono montati i ponteggi per la messa in scena delle rappresentazioni classiche. E proprio questo lavoro è stato al centro di un confronto tra dirigente, soprintendente ed esperto. «E' certamente fondamentale - ha evidenziato Lazzarini - che durante le operazioni di montaggio dei ponteggi necessari per gli spettacoli vi siano supervisori: archeologi e ingegneri certamente, ma anche restauratori della pietra. Occorre salvaguardare l'impianto lapideo del monumento la cui sofferenza risale ad anni addietro e che, adesso, deve essere risolta con interventi mirati immediati». Il prof. Lazzarini - il quale ha curato, tra gli altri, anche il restauro dell'Arena di Verona e del Teatro antico di Heraclea Minoa - ha parlato di lavori "puntuali" ma solo dopo uno studio, centimetro per centimetro, del Teatro greco. «Dobbiamo analizzare ogni angolo del monumento - ha aggiunto il docente - e intervenire. Un primo, minimo, lavoro dev'essere volto a diserbare il monumento, pulire le zone più in degrado e mettere in sicurezza le porzioni più a rischio». Ciò nell'attesa del primo, grande intervento di restauro che il monumento attende da quasi 40 anni. Già nel 1975, infatti, si era parlato dell'esigenza di un intervento di consolidamento. Risale poi agli anni Novanta una sorta di dossier, firmato dall'allora soprintendente Giuseppe Voza - oggi soprintendente emerito della città - discusso in occasione di un convegno sui monumenti antichi. Già all'epoca, il prof. Voza aveva denunciato le condizioni del Teatro greco e la necessità di intervenire: esigenza sollevata, nel 2008, dall'architetto Mariella Muti in qualità di soprintendente. Insieme con l'archeologo Guzzardi, Muti redasse un primo progetto di restauro del Teatro greco per il quale sarebbero serviti 4 milioni di euro: progetto inviato alla Regione senza alcuna risposta. Simile iter ha avuto il lavoro delle soprintendenti Concetta Ciurcina prima e Beatrice Basile poi. «Adesso non possiamo più permetterci di aspettare né di discutere - ha detto l'architetto Calogero Rizzuto - e la presenza del direttore Giglione e del prof. Lazzarini è un segno concreto dell'attenzione sul monumento da parte nostra. Basta chiacchiere: servono i progetti e a questo lavoreremo. Innanzitutto per la prima fase di intervento necessaria a mettere in sicurezza il Teatro prima delle Rappresentazioni, poi per il consolidamento generale del monumento». Sui fondi necessari, Giglione non ha alcun dubbio: «li troveremo certamente, abbiamo canali di finanziamento da sfruttare. Tuttavia, è logico che i proventi del Teatro greco debbano essere destinati al Teatro greco». Grazie a una convenzione, il Comune ottiene il 30 dei proventi dei biglietti di accesso ai monumenti. E una parte di queste somme potrebbero servire proprio a mettere in sicurezza il sito simbolo della città. 16122014
SICILIA - SIRACUSA. Gli interventi per mettere in sicurezza il Teatro greco partiranno a breve.
La Regione ha deciso di avviare lavori di somma urgenza per mettere in sicurezza il Teatro greco di Siracusa. Il monumento, simbolo della Sicilia sudorientale, è stato colpito da anni di degrado e la Regione vuole agire per salvare il sito. I lavori, guidati dal soprintendente Calogero Rizzuto, includeranno diserbo, pulitura lapidea e protezione delle pietre più deteriorate, nonché lavori di attaccatura delle porzioni in pericolo. La Regione ha già deciso di destinare i proventi del Teatro greco ai lavori di restauro e si attende di trovare i fondi necessari.
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