Nicosia. giu. mar.) Crollo annunciato di un'altra parte dei ruderi di Santa Domenica, area ormai utilizzata anche come discarica abusiva di materiali provenienti da demolizioni e rifiuti di ogni tipo. La zona dei ruderi del complesso religioso da decenni in stato di abbandono, diventa anche discarica, mentre le ultime parti di stucchi settecenteschi che non sono mai stati recuperati, come anche le maioliche pregiatissime di un pavimento ormai distrutto. L'area, un tempo occupata da un monastero con l'annessa chiesa, da circa 30 anni è in totale stato di abbandono, deturpata da un muraglione di cemento armato realizzato nell'ambito di un progetto di ricostruzione della chiesa. Nel 2010 il Comune aveva presentato un progetto curato dall'Ufficio tecnico ritenuto finanziabile con una copertura di circa 2 milioni di euro, che avrebbe dovuto essere approvato dalla SOpRINTENDENZA e depositato alla Regione con le autorizzazioni degli organi di tutela. Un iter che si è arenato mentre di Santa Domenica rimangono pochi ruderi pericolanti che si sgretolano ed una vasta area degradata e pericolosa nel cuore del centro storico. Il progetto prevedeva la realizzazione di un nuovo edificio in armonia con il contesto urbanistico e architettonico della zona, che è una delle più antiche, che doveva ospitare un museo letterario ed un centro di studi linguistici. L'idea era realizzare un luogo letterario dedicato al galloitalico, la parlata dialettale nicosiana, che in Sicilia si trova solo in altri 10 Comuni, tra i quali nell'Ennese Sperlinga, Aidone e Piazza Armerina. Un museo dedicato al farmacista poeta Carmelo La Giglia, letterato e osservatore dei costumi che in galloitalico descrisse i mali della società tardo ottocentesca. 18122014