Alla scoperta del nuovo museo, pronto a fine ottobre Allestimenti spettacolari, grandiosità degli spazi: due strutture il vecchio Museo dell'Opera del Duomo e l'attiguo Teatro degli Intrepidi acquistato nel 1997 che nel rispetto delle loro caratteristiche architettoniche e storiche andranno a costituire un unico spazio dove sarà riattivato il dialogo tra Medioevo, Rinascimento e Maniera interrotto più di 400 anni fa. Due anni di lavori l'inaugurazione il 29 ottobre del 2015 per creare un luogo unico, che possa accogliere la più importante collezione al mondo di scultura fiorentina con opere di Donatello (come La Maddalena ), Michelangelo (alla Pie tà sarà dedicata una sala), Lorenzo Ghiberti, Luca della Robbia, Arnolfo di Cambio, Nanni di Bartolo e il Ghirlandaio, per citarne alcuni. Capolavori realizzati nei secoli per Santa Maria del Fiore e che, per motivi di conservazione, sono stati rimossi dalla collocazione originale. Casco protettivo in testa, ieri mattina per la prima volta dall'inizio della messa in opera, il cantiere del nuovo Museo, 5.500 metri quadrati, si è disvelato al cardinale Giuseppe Betori e ai giornalisti che, attraverso i rendering e il preciso e coinvolgente racconto del suo direttore, monsignor Timothy Verdon, hanno potuto rendersi conto di ciò che sarà quello spazio espositivo una volta ultimato. Un viaggio tra presente e passato che attira l'attenzione del visitatore già dal corridoio di ingresso dove, sulle pareti, saranno vergati i nomi di mille tra artisti e artigiani che, nei secoli, hanno lavorato alla realizzazione del Battistero e del Duomo. Una struttura con 25 sale disposte su tre piani e due percorsi possibili, quello breve della durata di circa 30 minuti, e quello più lungo che arriva fin su il terrazzo di 200 metri quadrati dove si potrà ammirare l'imponenza della Cupola del Brunelleschi in tutti i suoi particolari. Il fulcro del museo sarà la Sala del Paradiso, al pian terreno: «Una piazza» l'ha definita Verdon lunga 36 metri, alta 20 e profonda 15, con una colossale ricostruzione della fronte occidentale di Santa Maria del Fiore resa possibile grazie al disegno fatto al momento dello smantellamento della facciata tra il 1586 e il 1587. In questo ambiente saranno collocate 40 statue e statuine provenienti dall'antica facciata del Duomo, tra cui gli Evangelisti di Donatello, Nanni di Banco, Niccolò Lamberti e Bernardo Ciuffagni. Di fronte ci saranno le tre porte bronzee del Battistero, con al centro quella del Ghiberti che Michelangelo definì «Porta del Paradiso», e sopra di esse alcuni gruppi statuari del XVI secolo di Rustici, Sansovino e Danti. Prima di salire lo scalone attraverso il quale si accede al primo piano, ecco le sale delle Cantorie e dei fondi d'oro, quella che accoglierà 24 rilievi scolpiti da Baccio Bandinelli e la Sala del Tesoro in cui si potranno vedere l'altare d'argento del Battistero insieme al crocifisso di Antonio del Pollaiuolo e anche 27 pannelli ricamati del parato festivo di San Giovanni, sempre del Pollaiolo. Attraverso due rampe di scale, o l'ascensore, si accede al lungo corridoio del primo piano in cui saranno raccolte le sculture un tempo all'esterno del Campanile di Giotto: si tratta di 154 altorilievi e 16 statute di grandezza naturale; una seconda galleria, invece, raccoglierà i modelli lignei quattrocenteschi della Cupola e la lanterna del Brunelleschi, attrezzi d'epoca e i ponteggi usati dall'architetto. In questa, che sarà la Sala della Cupola, saranno allestiti anche modelli didattici, un teatrino in cui proiettare un breve film, e un stazione interattiva per approfondire gli aspetti della costruzione. Al secondo piano un'altra galleria prospiciente la Sala del Paradiso raccoglierà i progetti voluti dai granduchi medicei per una nuova facciata del Duomo: la collezione di grandi modelli architettonici del XVI e XVII secolo più importante d'Italia. Insieme ai modelli, saranno esposte le componenti degli addobbi effimeri realizzati per il matrimonio del Granduca Ferdinando I con Cristina di Lorena nella cattedrale nel 1589.